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Nicolas Cage è "L'ultimo dei templari"

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L'anticlericalismo e l'esoterismo dell'Europa del XVI raccontate da Dominic Sena nel film "L'ultimo dei templari".

Nell'Europa del XVI secolo, Behmen, un cavaliere crociato, abbandona insieme all'amico Felsen, il campo di battaglia, e di conseguenza la crociata, dopo aver ucciso per errore una donna, e altri innocenti, per volontà della Chiesa.
Giunti in un paese infestato dalla peste, i due disertori vengono arrestati, con l'accusa di alto tradimento. Per sfuggire alla pena morte, e per mancanza di uomini, viene affidato loro l'incarico di scortare una giovane fanciulla, accusata di stregoneria, presso un monastero, dove i monaci potranno sottoporla ad un processo. Il viaggio si trasforma in un cammino verso la morte.

 

"Season of Witch", titolo originale del film, è stato grossolanamente tradotto in "L'ultimo dei templari", forse con la scusa di attirare il pubblico, affascinato ancor oggi dalle leggende e dai quesiti irrisolti che girano attorno a queste figure storiche: la scelta però, risulta essere poco attinente con i contenuti trattati, soprattutto perchè i templari presenti sullo schermo sono più di uno. Il regista Dominic Sena mette in scena una realtà verosimile, in cui si mescolano storia, esoterismo, e scontri religiosi: la finalità sembra quella di voler far emergere il lato oscuro della Chiesa di quel periodo, accusata di essersi sporcata le mani con il sangue di innocenti.

Lo scenario del film riprende lo stato d'animo del periodo storico trattato: i colori freddi, e la presenza costante della morte, dovuta all'epidemia, e non solo, accompagnano lo spettatore per tutta la durata della pellicola. L'opera di Sena, in cui si mescolano diversi generi, dall'avventura, all'horror, al noir al fantasy, ricorda qualcosa di già visto nel "Le crociate" di Ridley Scott, o letto tra le pagine del romanzo di Umberto Eco, "Il nome della rosa". Il finale è di grande effetto e non scontato.

A farla da padrone sulla scena un biondo Nicolas Cage, spalleggiato da Ron Perlman, il quale, per restare in tema, ebbe un ruolo nella rivisitazione cinematografica de "Il nome della rosa" di Jean – Jacques Annaud, dove interpretava un monaco deforme.

Fonte foto:medusa.it

http://www.medusa.it/bin/91.$plit/orig_C_52_Film_41_BoxScheda_immagineLoc.jpg

Manuela Scuderi