Sulle musiche di Sergej Prokofiev, con l’orchestra diretta da Nicolas Brochot, e la Compagnia di danza Les Balletes de Monte-Carlo, il Teatro Bellini mette in scena l’ultimo appuntamento prima della chiusura estiva: Cenerentola. Fiaba tra le fiabe. Mondo dorato che regala il sogno per eccellenza, l’amore. Riletta in chiave di ricordo, la storia più amata e conosciuta rivive in una nuova versione grazie al direttore d’orchestra Brochot che sostituisce l’abituale overture del balletto con la n. 45 (il risveglio di Ceneretola). La giovane ragazzina, (in scena Anjara Bellesteros), si risveglia dal sonno in cui ricorda con malinconia i genitori (un passo a due del padre e della madre ormai morta). L’immagine di una felicità familiare ormai passata e di desiderio di un amore perduto le riempiono la mente e il cuore.
La favolosa ballerina Carolyne Rose (la matrigna) ha un ruolo primario sulla scena, con un abito dalle tinte color viola, dominatrice sul palco insieme al padre, Jerome Marchand, creano una coppia di danza che interpreta magnificamente le coreagrafie di Jean Christofle Maillot.
L’amore freddo e calcolato della seconda moglie irretisce lo sposo con movenze rigide allontanandola dalla figlia. Lotta di affetti in cui l’uomo si trova a combattere, da una parte il sangue del suo sangue, dall’altra la passione, carnale, sessuale, di una donna matura cosciente della propria forza.
Le due nuove sorelle, (le ballerine Gaelle Riou e Noelani Pantastico), insieme alla matrigna, costituiscono un triangolo scenico molto forte. Entrambe vestono abiti dai colori vivaci, un rosso energico che si rafforza accanto al viola della madre. Parrucche appariscenti dalle forme taurine rappresentano la bestialità umana e una volontà quasi animale espressa dalla forma a pungiglione del vestito di scena della Rose.
E’ una fiaba e la storia c'insegna che il finale deve esser lieto. La fata, Sarah Medley, scintillante ballerina in punta di piedi, realizza i sogni della reietta Cenerentola che si trasforma nella bellissima danzatrice dai piedi glitterati. Niente scarpette di cristallo ma piedi illuminati da polvere di cristallo. Un turbinio di emozioni percorre il palazzo dove si svolge il gran ballo.
Le scenografie, senza grande sfarzo, sono costituite da grandi fogli bianchi che, all’occorrenza, si muovono e modificano lo spazio scenico. Uno di questi è un grande specchio in cui guardarsi e compiacersi del proprio aspetto mutato.
Il principe (il piccolo principe Jeroen Verbruggen) appare. Le antiche emozioni che univano il padre e la madre rivivono adesso nel balletto tra Cenerentola e il Principe. Il bacio corona il più famoso sogno d’amore.
Anche il padre, libero dalle catene di un amore duro ed egoista, rivivrà il grande sentimento nel “ricordo” della prima moglie. Perche è pur vero che "il primo vero amore non si scorda mai".
Fonte foto: www.teatromassimobellini.it
Daniela Scamporrino
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Les Ballets de Monte-Carlo al Bellini con Cenerentola













