Nella splendida cornice bagherese di Villa Valguarnera, il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha presentato il suo ultimo libro, "L'Italia che vorrei".
Un testo politico che mette in luce i punti deboli di un certo modo di governare, i problemi di uno Stato - quello italiano - le paure e i timori di un'intera generazione.
A promuovere l'iniziativa, la principessa Vittoria Alliata, nota conoscitrice del mondo islamico e traduttrice, in Italia, delle opere di Tolkien.
«Questa di oggi rappresenta un'occasione importante in un momento importante per il Mediterraneo, per il meridione, per il nostro Paese - ha esordito la stessa Alliata - .
Nel libro ho trovato tanti punti che hanno bisogno di essere affrontati. Si parla del desiderio di un domani dove la multiculturalità diventi un fondamentale riferimento, dove lavoro e giustizia siano cose dovute e non da elemosinare.
In questo particolare momento storico - ha concluso Alliata - noi siciliani possiamo portare un contributo enorme al futuro. Un futuro che deriva da un passato stratificato di culture e civiltà che hanno saputo convivere e accogliere».
Nel fresco e affollato pomeriggio bagherese, la terza carica dello Stato ha risposto alle domande del giornalista Giancarlo Licata. Spazio al ruolo dei mass-media nel mondo di oggi, alla funzione della televisione, alla larga diffusione di Internet anche come strategia politica. «Siamo in una società in cui vengono trasmessi e veicolati dei comportamenti, attraverso i media ma non solo, che sottolineano la possibilità di ogni cittadino di avere dei diritti - ha detto il Presidente della Camera - . A ogni diritto però corrisponde inevitabilmente un dovere. In ogni società organizzata e ben gestita questo costituisce un equilibrio doveroso».
Occhi puntati anche all'Europa, alle ribellioni del mondo arabo ma soprattutto alla situazione interna. «Compito della politica, se questa è 'polis' e quindi interesse della città, è guardare al futuro, agli avvenimenti che incalzano senza subirli ma guidandoli, accettando e affrontando nuove sfide. La politica, per fare questo - continua Fini - deve recuperare maggiore credibilità. Non mi riferisco ad un particolare partito o ad una particolare istituzione ma, in senso generale, alla politica come impegno più alto dell'uomo».
"L'Italia di Fini" è, dunque, l'analisi di una nazione, di un modo di governare, di un periodo storico fatta non da un intellettuale ma da un uomo politico. Un politico che parla del suo modo di fare politica e di quello degli altri, che cerca di dare risposte coerenti ai suoi ideali e alla sua formazione.
Fonte foto: www.libreriauniversitaria.it
Cosima Ticali
| < Prec. | Succ. > |
|---|
“L’Italia che vorrei”; Gianfranco Fini presenta a Bagheria(PA) il suo ultimo successo editoriale













