A condurre il dibattito e la presentazione del libro la professoressa Rosamaria Monastra accompagnata dalla lettura di alcuni brani interpretati dall'attrice Raffaella Esposito, che in passato ha già lavorato con la Maraini nella trasposizione teatrale di "La lunga vita di Marianna Ucrìa", libro con il quale la scrittrice vinse il Premio Campiello nel 1990.
Dalla lettura dei brani ciò che è emerso è l'amore per il viaggio ma soprattutto per la conoscenza, due elementi inscindibilmente legati tra loro, come ha dichiarato la stessa autrice. Nel corso della presentazione sono emersi ricordi e aneddoti legati agli innumerevoli viaggi che hanno contrassegnato la vita della Maraini a partire dalla sua infanzia. Preponderante nei suoi ricordi appare la memoria del padre, a cui la scrittrice si è lasciata andare nel corso del dibattito, ripercorrendo aneddoti di quando era bambina, delle innumerevoli escursioni fatte con il genitore e che hanno finito con il temprarle il carattere.
Immancabile poi il ricordo del Giappone ed in particolare del campo di concentramento, dove l'intera famiglia è stata rinchiusa, riportando a galla ricordi legati alla mancanza di cibo, all'inventiva della madre che cuciva camiciole barattandole con ciò che di commestibile c'era, ma soprattutto portando fuori il senso di comunione che accompagna il popolo giapponese e che a noi manca.
Questi sono alcuni dei fili conduttori degli innumerevoli viaggi fatti dalla Maraini e presenti nel suo ultimo libro. Una raccolta di memorie di grandi paesi come l'Africa, il Giappone, l'America, l'Europa e l'Asia che permettono al lettore di farsi sedurre dal fascino delle culture senza muoversi da casa.
Alla fine del dibattito, dove l'autrice si è gentilmente esposta ai quesiti dei suoi lettori, la Maraini si è anche concessa per un autografo finale per la gioia dei presenti.
Foto del redattore
Tania Bonsangue
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Un pomeriggio con la "seduzione" della Maraini 













