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“Sopravvissuti” di M. Cortini e L. Moretti

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sopravvissuti

La dura vita nel dopoguerra post-apocalittico

Matteo Cortini e Leonardo Moretti sono i creatori di Sine Requie, un gioco di ruolo tutto italiano che, da circa otto anni, miete successi indiscussi fra i giocatori nazionali.

Vi state chiedendo cosa sia un gioco di ruolo? Immaginate un gruppo di amici che si riunisce la sera attorno a un tavolo, con l’intenzione di mettere in scena una storia, di raccontarla e di viverla con l’aiuto dell’immaginazione di tutti i partecipanti e in particolare di quella del narratore, il giocatore che si è preso l’onere di dirigere gli eventi, descrivendo le situazioni che gli altri dovranno affrontare. Si tratta, quindi, di una sorta di recitazione a soggetto, basata sull’immedesimazione in un dato personaggio.

Sul mercato specifico troviamo tantissimi manuali per giochi di questo genere, i quali forniscono delle ambientazioni e delle regole, basate spesso (ma non sempre) su dei principi matematici, al fine di gestire le azioni materiali immaginate da chi gioca, in modo più o meno verosimile.

Cortini e Moretti sono stati gli ideatori di un universo di gioco molto particolare e in esso hanno voluto ambientare il loro primo romanzo. Nella storia che ci raccontano, il 6 giugno del 1944 viene chiamato “il giorno del giudizio”. La data è quella dello sbarco in Normandia, ma le cose non sono andate nel modo che conosciamo. Per qualche strano fenomeno, i Morti si sono alzati dalle trincee, dalle fosse comuni di ogni zona di guerra, per attaccare i viventi… e nutrirsi di loro. In un’Europa già collassata a causa della guerra, l’evento ha segnato la dissoluzione di qualsiasi tipo di civiltà in ogni nazione; le uniche forme di organizzazione statale che perdurano, sono le ultime tre grandi dittature; germanica, russa e italiana, sebbene quest’ultima veda al proprio comando non il fascismo, ma un regime teocratico guidato dal papato.

Dieci anni dopo, nelle zone franche, fra cumuli di macerie e città fantasma, si aggirano, per l’appunto, i “Sopravvissuti” all’apocalisse. Si tratta di gente senza scrupoli, organizzata in piccoli gruppi (ma sarebbe più corretto chiamarli branchi), pronti ad affrontare l’orrore indicibile dei Morti, a combattere per un tozzo di pane raffermo o per sopravvivere, anche solo per qualche ora in più.

Con uno stile asciutto e scorrevole, gli autori ci propongono la storia di quattro fra questi sopravvissuti, personaggi dai caratteri totalmente diversi, il cui equilibrio mentale è stato inevitabilmente scosso dall’apocalisse; su questo mutamento, gli autori si concentreranno nelle pagine del romanzo.

La voce narrante è quella di uno dei quattro, il più “umano” del gruppo, che ci racconterà gli accaduti con un piglio quasi sempre oggettivo, privilegiando una descrizione franca della realtà che si trova ad affrontare e mostrandoci i suoi compagni per quello che sono, senza mezzi termini. Le modalità di azione dei protagonisti, le parole da loro pronunciate, sono perfettamente strumentali alla rappresentazione della loro indole. Questa scelta si rivela vincente, perché getta un efficace sguardo introspettivo sulla loro psiche, senza creare situazioni di stallo narrativo. Si tratta di una soluzione che, per molti versi, potremmo considerare cinematografica. L’opera è, quindi, improntata su situazioni ricche di tensione e di azione, ma non cede mai a eccessi che non siano motivati dal susseguirsi degli eventi o dal carattere dei protagonisti.

Il romanzo, edito dall’Asengard, si fa notare nello scenario nazionale per la sua qualità intrinseca, e perché, diciamolo pure, i buoni esempi di narrativa horror italiana scarseggiano, a volte anche per la poca intraprendenza di alcuni editori (ma non è questo il caso). “Sopravvissuti” è un libro caldamente consigliato a chi ama il genere, anche perché è in grado di dimostrare come si possa fare dell’ottima letteratura fantastica in Italia, lasciando da parte il cliché che vede legata la qualità di tale produzione, soltanto ad alcuni paesi anglosassoni.

Fonte foto: Editrice Asengard

Giuseppe Aguanno