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"Ashton Gran Soirée" al Teatro Massimo di Catania

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Teatro Massimo Bellini è tempo di balletto! Una volta fatti i conti ed essersi accorti che gli ultimi tagli avrebbero impedito la messa in scena dell’inedito spettacolo in calendario, si è cercato di sopperire al meglio. Così, in poco tempo, si è trovata l’alternativa: il corpo di ballo del Balletto di Stato della Georgia.

 

Gli ospiti georgiani non hanno lasciato nulla al caso e sono arrivati in Italia con le idee chiare portando con loro tutto il necessario che serviva per mettere in scena un gala di danza in onore al compianto Sir Frederick Ashton, il raffinato coreografo a cui l’Inghilterra e il mondo intero deve grandi meriti artistici per aver abolito – all’alba del secolo scorso – ogni cliché e aperto le porte delle sale di danza al sesso maschile.

La compagnia, di cui Nina Ananiashvili è direttore artistico, è stata molto applaudita durante la prima e nei turni successivi per l’impegno che è stato portato sul palco durante l’esecuzione delle complesse coreografie, ma anche per il coraggio della scelta dei brani che immancabilmente fanno tornare in mente quei due “mostri sacri” dopo dei quali è stato impossibile reggere il confronto (Margot Fonteyn e Rudol’f Nureyev).

L’Ashton Grand Soirée è stato articolato in tre atti, nel primo la stessa Ananiashvili ha vestito i panni di Marguerite Gautier de “La signora delle camelie” sulla Sonata per Pianoforte in si minore di Franz Liszt. Il secondo atto ha visto susseguirsi tre passi a due (Sylvia su musica di Léo Delibes, Thaïs su musica di Jules Massenet, Voci di primavera su musica Johann Strauss jr) e un assolo ovvero La chatte (la gatta trasformata in donna) su musica di Jacques Offenbach. Nel terzo atto è stato eseguito Birthday Offering (Offerta per l’anniversario), un pas des quatorze con cui Asthon volle rendere omaggio al 25° anniversario della compagnia del Sadler’s Wells il 5 maggio del 1956 su musiche di Glazunov.

In questa rappresentazione tutta “made in Georgia”, oltre alle notevoli lacune tecniche ed interpretative di alcuni componenti del corpo di ballo, qualcosa si è potuto salvare. Pertanto, va dato un giudizio senz’altro positivo alle suggestive scenografie di Cecil Beaton, al maestro David Mukeria che ha egregiamente diretto l’orchestra stabile del Teatro e ai coloratissimi costumi di Natia Sirbiladze. Nel complesso una buona rappresentazione.

Fonte Foto: www.teatromassimobellini.it

La redazione di Oggimedia