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Il corvo:"Si può cancellare il dolore con la vendetta?"

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“Un tempo, la gente era convinta che quando qualcuno moriva un corvo portava la sua anima nella terra dei morti. A volte, però, accadevano cose talmente orribili, tristi e dolorose che l'anima non poteva riposare così, il corvo, riportava indietro l'anima perché rimettesse le cose al proprio posto”

 

30/0tt. La notte del Diavolo…

Un anno dopo la sua morte, il giovane musicista rock Eric Draven (Brandon Lee), viene riportato in vita. Dolorante e privo di ogni ricordo, viene condotto dalla sua guida, un Corvo, in quello che era il suo appartamento. Strappati via i sigilli posti dalla polizia, il giovane ancora confuso e senza memoria, varca la soglia. L’appartamento è vuoto e buio e, all’improvviso, un gatto si avvicina al ragazzo. Il giovane sembra riconoscerlo, Gabriel, quello è il suo nome. Appena Eric lo accarezza viene investito da una serie di ricordi, sono i ricordi della sera in cui lui e la sua ragazza Shelly Webster (Sofia Shinas) vengono uccisi da una banda di balordi, Skank (Angel David), Funboy (Michael Massee), T-Bird (David Patrick Kelly) e Tin Tin (Laurence Mason).

Adesso tutto sembra essere più chiaro. I ricordi hanno ripreso il loro posto, adesso Eric sa di essere tornato dal regno dei morti per uno scopo: vendicarsi. Il Corvo sarà la sua guida e lo aiuterà a cercare e trovare i suoi aguzzini. Il primo ad essere eliminato è Tin Tin, ucciso proprio con i suoi fedeli coltelli. Eric si reca al banco dei pegni di Gideon (Eugenio Marinelli), cerca l’anello di fidanzamento regalato alla sua ragazza, venduto li da Tin Tin un anno fa, trovato l’anello, decide di lasciare al proprietario del banco dei pegni un messaggio per il resto della banda. Il corvo, intanto, ha rintracciato la sua prossima vittima, Funboy. Eric lo uccide e libera la sua donna Darla (Anna Levine), madre di Sarah (Rochelle Davis), loro piccola amica, dalla dipendenza della droga.

Contemporaneamente, il boss che controlla la malavita in città, indaga sul misterioso assassino. Eric incontra l’agente Albrecht (Ernie Hudson), il poliziotto che un anno prima si era occupato del loro caso. Non c’è tempo per fermarsi, Eric deve portare a termine il suo compito e adesso tocca a T-Bird che viene fatto saltare in aria dentro la sua amatissima auto. Skank, rimasto ormai solo, e terrorizzato all’idea che il fantasma porti via anche lui, trova la protezione del boss Top Dollar (Michael Wincott). Eric non si fa aspettare, si presenta a Top Dollar, la sua richiesta è semplice: Skank. Top Dollar si oppone e gli scaglia addosso i suoi uomini.

Dopo averli eliminati, Eric elimina anche l’ultimo della sua lista Skank. Il suo compito è finito, adesso può finalmente ricongiungersi con la sua amata Shelly. Top Dollar, rimasto ormai con la sorella Myca (Bai Ling) e la sua guardia del corpo, decide di arrestare quello che egli considera la sua nemesi: Eric. La sorella del boss, Myca, consapevole del fatto che il corvo è il segreto dell’invulnerabilità di Eric, aiuta il fratello nel piano per eliminarlo. La piccola Sarah viene rapita, Eric non può abbandonarla, con l’aiuto dell’agente Albrecht, anche se, conscio di essere nuovamente vulnerabile, tenta e riesce nell’impresa, eliminando il boss e facendogli provare quello che Shelly aveva sofferto per trenta ore. Adesso, può finalmente riposare in pace accanto alla donna tanto amata.

“Un palazzo viene dato alle fiamme, tutto ciò che rimane è cenere. Prima pensavo che valesse per ogni cosa: famiglia, amici, sentimenti. Ora so che, se l'amore è amore, nessuno potrà dividere due persone fatte per stare insieme”.

La pellicola del 1994 tratto dal fumetto del geniale James O,Barr, rivisita il racconto anche se, a nostro parere, non riesce a trasporre tutto il dolore dell’anima del protagonista, la forza che lo ha riportato sulla terra e il dolore estremo e profondo che lo trasforma in una sorta di macchina fredda e sterile.

Ottima la fotografia di Dariusz Wolski e la regia di Alex Proyas. Tra le musiche spiccano le canzoni dei Cure. Non possiamo aggiungere nulla sulla tragica scomparsa dell'attore Brandon Lee perchè si è detto anche tanto, probabilmente il film, non doveva proseguire le riprese dopo l'incidente.

In conclusione, il tema del Corvo stravolge il concetto del “porgi l’altra guancia” per condurci su un sentiero che diventa difficile e pericoloso da analizzare ma, senza giocare di ipocrisia, chi non ha provato tenerezza e piacere nel vedere l’impresa del protagonista!  

Si può cancellare il dolore con la vendetta?

                                                                                                 Carlo Fabio Giuffrida

Grafica di: C.F.Giuffrida