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"Apocalisse Z" di Manuel Loureiro

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E questa volta arrivano dalla Spagna...

Non è più un mistero che i morti viventi siano tornati a tenere banco nei media di intrattenimento e, sebbene la loro presenza non sia una novità al cinema o nei videogiochi, nel campo della narrativa stiamo ricevendo un bel po’ di gustose sorprese, come dimostra questo bel romanzo di Manuel Loureiro, autore spagnolo giunto qui al suo esordio.

“Apocalisse Z” è stato in patria un vero e proprio best seller, cosicché la sempre attenta editrice Nord, storicamente specializzata nel fantastico, ha deciso di proporlo ai lettori italiani lo scorso novembre.

La genesi del libro è stata piuttosto singolare: tutto è iniziato nel 2008, da un blog gestito dallo scrittore, il quale, mettendosi nei panni del protagonista, ha iniziato a raccontare la storia dei suoi personaggi tramite dei post, come se vivesse la vicenda in prima persona e la raccontasse giorno per giorno.

Il numero di accessi e di messaggi in bacheca lasciati nel sito, ha raggiunto, in breve tempo, picchi elevatissimi e il blog è stato notato da un’importante casa editrice ispanica, che lo ha convertito in un serio progetto editoriale.

Protagonista del romanzo è un giovane avvocato (la stessa professione dell’autore), residente in una cittadina della Galizia, una regione della Spagna affacciata sulla costa atlantica.

Il disastro biologico che darà inizio alla storia, avrà origine dalla diffusione di un virus sconosciuto nell’aria, in seguito a un incidente presso un centro di ricerca militare russo.

Il racconto del diffondersi dell’infezione procede in maniera magistrale, con un’ottima gestione della suspense, fino al palesarsi della minaccia; gli zombie che iniziano a sciamare nel quartiere del protagonista. Da questo momento, prendono il via una serie di avventure ad alto tasso adrenalinico.

Al brillante protagonista si affianca un amabile gatto, un comprimario quasi alla pari con gli altri personaggi che il lettore incontrerà nel corso della narrazione.

Il rapporto col piccolo animale domestico è descritto in modo tanto appassionato, da far pensare che Loureiro parli in realtà del suo personale legame con i felini.

Il romanzo procede per brevi episodi, tutti legati fra loro con una certa soluzione di continuità.

La struttura frammentaria della narrazione non è un ostacolo per il lettore, grazie anche a uno stile agile e scorrevole. Fra una pagina e l’altra, si rimane legati alla voglia di conoscere i destini dei personaggi, ma con la sicurezza che almeno il protagonista sopravvivrà alla peripezie narrate; com’è facile intuire, infatti, si tratta della condizione necessaria per scrivere un blog o un diario.

Quali sono le innovazioni, inerenti al genere, offerte da Loureiro in questo suo primo libro? Poche in realtà, escludendo la novità implicita nel medium usato.

Se, fino a qualche anno fa, un’ambientazione europea sarebbe stata un elemento innovativo per una storia di questo tipo, oggi non è più così; il cinema horror spagnolo ha già “localizzato” alcune situazioni narrative originate dalla produzione statunitense, basti pensare a quei piccoli successi che sono stati “Rec.” e il suo sequel. Di citazioni, invece, ne troveremo a bizzeffe: si parte dalla filmografia di Romero, passando per alcune produzioni cinematografiche più recenti, ma senza dimenticare riferimenti letterari di indubbio valore, come il romanzo "Io sono leggenda" del grande Richard Matheson, esponente di spicco della narrativa fantastica americana.

“Apocalisse Z” è un libro di genere horror ed è pertanto destinato ad un pubblico specifico, ma ciò non toglie che chiunque apprezzi i romanzi ben scritti e non abbia preconcetti su quella letteratura spesso definita "di puro intrattenimento", potrebbe trovarlo interessante e, perché no, anche divertente.

Fonte foto:sito Editrice Nord

Giuseppe Aguanno