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Quel giorno alla plaja: un corto su Catania

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I cittadini hanno bisogno di più onestà, trasparenza, impegno sociale”: questa frase si ripete più volte, come tormentone, nel cortometraggio "Quel giorno alla plaja", proiettato durante la serata di Gala al Teatro Massimo Bellini di Catania, lo scorso 19 dicembre 2010, a favore dell'iniziativa Telethon. Sembra che, i contenuti del corto, abbiano creato un po' di scompiglio in teatro. 

 

  Quel giorno alla plaja, regia di Alfio D’Agata, ha una recitazione lacunosa ma di grande impegno ed effetto. Ha fatto gridare allo scandalo perché mette le mani su una piaga dolente, sempre aperta e sanguinante. Attraverso un approccio semplice e disincanto del bagnino Turi, si parla di una città amministrata da politici corrotti, di una stampa azzittita dai dolci tipici siciliani, di donne che approfittano di uomini ricchi e potenti mentre un portatore di handicap diventa un neo da eliminare. Probabilmente la cosa più grave è avere affermato in incipit che “questa è una storia vera”.
Le prime immagini del cortometraggio fanno brillare i raggi del sole sulle onde del mare descrivendo una semplice e normale giornata estiva in spiaggia, tra gli ombrelloni dei lidi della plaja.
Un onorevole, interpretato dall'attore catanese Davide Simone Vinci, si stende al sole e, con il suo portaborse, utilizza il gergo di chi non deve parlare troppo: mezza parola. Per non pronunciare la parola "denaro", in maniera esplicita, nomina dei dolci tipici siciliani: torroncini in cambio di favori al bagnino, babà ai giornalisti ed ai funzionari del Comune. Uno spaccato di vita estiva in un lido catanese in cui, tre belle ragazze, si distinguono ballando al ritmo cubano e movimentando le attività nel lido; anche don Giacomo, un altro protagonista del cortometraggio, continua ad usare il gergo della tradizione dolciaria siciliana: cannolo e cannolicchio per regalare mance al bagnino. La figura della donna non ne esce con grande stile: una sfilata di ragazze giovani e belle, a seguito del “don”, vengono pagate per piccoli favori. Il lido diventa un luogo in cui solo la creme della creme (il meglio) può godere di una giornata al mare tra i vip.

Immersi nel meraviglioso paesaggio catanese, l'affermazione: domani è un altro giorno, regala la speranza di poter ottenere qualcosa di meglio e, in conclusione, ci si augura, speranzosi, che il domani sia migliore.

 

Daniela Scamporrino