Diretto da: James Whale - 1931
Chiuso in un laboratorio improvvisato, ricavato all’interno di un vecchio mulino a vento abbandonato, il Dott. Henry Frankenstein (Colin Clive), in conflitto con i suoi colleghi, porta avanti degli esperimenti. Esperimenti che, gli avrebbero svelato i segreti sul mistero più grande…la vita. Aiutato dal suo fedele assistente Victor Moritz (John Boles). In preda ad un delirio di onnipotenza, il Dott. Frankenstein, ritiene sia possibile riportare in vita tessuti ormai morti. Il lavoro lo porta ad alienarsi da tutto, compreso l’amore profondo che lo lega alla sua fidanzata Elizabeth (Mae Clarke).Ormai sempre più convinto di poter infondere la scintilla della vita su ciò che è morto, raccoglie cadaveri dal cimitero, aiutato dal suo fedele assistente. Tutto è ormai pronto, la creatura (Boris Karloff), ottenuta con varie parti dei corpi recuperati al cimitero è ormai ultimata, adesso, la fase più complessa, infondergli la vita. Per far questo il Dott. Frankenstein fa ricorso ad una delle forze primordiali più potenti in natura, i fulmini. La creatura vive, ma il sogno del Dott. Frankenstein viene spazzato via in un attimo, quando si accorge che la sua creatura si risveglia in un mondo che lo teme, in un mondo che lo rifiuta, così la sua rabbia esplode, furiosa ed incontrollata.
Accusato d’aver ucciso (involontariamente) una ragazzina, il sindaco del paese ed i suoi abitanti, intraprendono una caccia spietata al mostro. Dopo estenuanti ricerche, la creatura, viene avvistata in un vecchio mulino, mentre lotta con il suo creatore. La folla impietosa, appicca il fuoco al vecchio mulino, che muoiano pure la creatura ed il suo creatore. Si salverà, mentre a morire sarà solo la sua creatura. Cosa è buono e cosa è cattivo? Da sempre la società si lascia ingannare, si, spesso ci lasciamo ingannare dalle apparenze.
Il fascino del bianco e nero, regala alla pellicola quell’atmosfera unica, così come la straordinaria interpretazione di Boris Karloff che, nei panni della creatura, nonostante il trucco, riesce a trasmettere in pieno, in chi osserva, la difficoltà nell’essere diverso, facendo trasparire dallo sguardo, tutta la solitudine e la paura di chi è solo, in un mondo che non lo ascolta, che non lo comprende ma che anzi lo attacca proprio perché diverso. In poche parole, il film risulta sul serio un capolavoro che va molto oltre l’orrore della maschera, ma che scava in profondità nell’animo umano, esaltandone le grandi capacità ma anche le grandi miserie di cui è capace il suo cuore. Da allora, non abbiamo ancora imparato nulla!
Fonte foto:(sopra)best-horror-movies.com
Fonte foto:(sotto)blogodisea.com
Carlo Fabio Giuffrida
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Frankenstein di Jemes Whale 1931













