Ogni sua creatura, fino ad ora sono cinque quelle venute al mondo, rimane salda in classifica per mesi e vende centinaia di migliaia di copie. "Esco a fare due passi", "E' una vita che ti aspetto", "Un posto nel mondo", "Un giorno in più", "Il tempo che vorrei", titoli banali racchiudono altrettante banali storie. La crisi di un trentenne, l'amore perso o quello mai trovato, i conflitti genitoriali, le occasioni perse, ogni suo romanzo sembra il sequel del precedente o addirittura proprio una ripresa di temi e motivi già visti e riletti. Nonostante tutto, Volo è lì, sempre tra i più letti, e in molti non se ne spiegano il motivo.
E' stato definito un autore del trash letterario con un grado della scrittura pari a zero, ma il pubblico continua a premiarlo. Chiunque si accinge a leggere uno dei suoi romanzi, immancabilmente si sentirà tirato in causa da Volo, basta una frase, un pensiero da lui prontamente descritto, una situazione, ed ecco creato il legame scrittore-lettore che difficilmente si spezza. Banale: così viene facilmente appellato se ne nasce anche un lontano confronto con scrittori, lui che è sempre un non-scrittore, ma questo suo modo di raccontare il quotidiano affascina e a tratti cattura. E se anche alla fine di un suo romanzo non avremmo tratto alcun insegnamento, e se anche, con un pizzico di presunzione, sarà lecito immaginare che quella medesima storia noi saremmo stati in grado di scriverla proprio uguale, la verità è che l'ha fatto lui, Volo ha messo nero su bianco le nostre banalità e finché qualcuno lo farà, ci sarà sempre un altro qualcuno pronto a ritrovarsi in quelle pagine.
Sabrina Ferrante
Fonte Foto: topnegozi.it
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Quel "Volo" di Fabio













