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"Io e te": Niccolò Ammaniti e l'adolescenza chiusa in cantina

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I distratti lettori di Niccolò Ammaniti saranno di certo rimasti delusi se speravano di trovare ben nascosta, dietro un apparente romantico titolo, una breve ma intensa storia d'amore. Soddisfatti di gran lunga, invece, i lettori che Ammaniti lo conoscono bene.

«Una cantina. Una bugia innocente. L'idea strampalata di una settimana bianca nelle viscere del proprio palazzo. E l'arrivo improvviso di una sconosciuta. Con una manciata di ingredienti Ammaniti costruisce un racconto di fulminea precisione sul più semplice e imperscrutabile dei misteri: come diventare grandi». Leggi queste poche righe presenti in quarta di copertina, un flashback ti ricorda che, con "Come Dio comanda", "Io non ho paura" e "Ti prendo e ti porto via", l'autore ha sempre riposto la sua attenzione al mondo adolescenziale, un universo spesso problematico, fatto di crisi, smarrimenti e delusioni, così capisci subito che con "Io e te" l'ha rifatto ancora.

Lorenzo è un quattordicenne, un ragazzino che preferisce la solitudine ai compagni, che sceglie una settimana d'isolamento in una cantina buia e abbandonata pur di staccarsi da quel mondo familiare che lo vorrebbe diverso da come invece è. La coprotagonista è Olivia, una sorellastra ritrovata per caso, che trascina l'esistenza di Lorenzo, già torturata dal male di vivere, nel mondo della tossicodipendenza. Urge crescere e dunque fare i conti con la sofferenza e le sue fasi, calanti e talvolta ascendenti, istanti che risulterebbero difficili da sostenere anche per un adulto, Lorenzo lo diventa in 116 pagine. Da adolescente a uomo.

Lo stile è scarno ed essenziale, la lettura è veloce ma intensa, la voglia è quella di arrivare il prima possibile a conoscere il finale che non tarda ad arrivara, un finale che forse delude e rattrista il lettore anche se in fondo chi conosce Ammaniti doveva aspettarselo. In "Ti prendo e ti porto via" l'autore è stato in grado di annientare il lieto fine, tanto sperato, solamente nelle ultime pagine. Con "Io e te" si è superato servendosi di poche righe, le ultime.

Sabrina Ferrante

Fonte Foto: solo libri.net