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Esce "Il cuore e la spada", il nuovo libro di Bruno Vespa

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Sempre più scrittore che conduttore, Bruno Vespa torna ad occupare gli scaffali delle librerie. "Il cuore e la spada. Storia politica e romantica dell'Italia unita 1861-2011", la sua ultima fatica, da domani sarà in vendita, edita dalla Mondadori. Dal 2001 ad oggi Vespa ha pubblicato almeno un titolo all'anno, a volte due, un autore così prolifico da fare invidia a chi di mestiere fa lo scrittore. Si favoleggia che Vespa abbia assoldato dei ghost writer che puntualmente correggono e confezionano i suoi lavori, ma sono in molti a scommettere che lui e solo lui è l'artefice del suo successo, perché come un abile artigiano si dedica quotidianamente alla parola scritta dopo essere diventato di quella parlata un eccellente maestro. 

Solo pochi mesi fa in "Nel segno del cavaliere" avevamo assistito ad un intervista-fiume al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Con la nuova opera "Il cuore e la spada", Vespa, abbraccia ed espone centocinquanta anni di storia, un confronto tra l'Italia del Risorgimento e l'Italia del presente, quella che lui stesso racconta nel suo salotto televisivo, la storia esposta attraverso i protagonisti che l'hanno creata. Vespa ripercorre, in modo come sempre accurato, un secolo e mezzo di eventi riguardanti il "belpaese" attraverso quattordici suoi protagonisti, mostrati per la prima volta a coppie: Cavour e Garibaldi, Giolitti e d'Annunzio, Mussolini e Gramsci, De Gasperi e Togliatti, Andreotti e Moro, Craxi e Berlinguer, Prodi e Berlusconi, forse per provare a capire come e perché l'unità d'Italia sia sempre rimasta un processo incompiuto.

Non solo politica dunque, questi uomini, da Cavour fino a Berlusconi, vengono rappresentati nel doppio ruolo, nella storia d'Italia e nel loro essere uomini, con pregi, difetti e amori vissuti.

Pochi dubbi sul suo successo, l'attesa dei famelici per l'uscita di ogni nuovo tomo è ormai confermata. Chissà cosa spinge a tali letture, forse la smania di rileggere la storia del nostro Paese, oppure la speranza di scoprire tra le righe qualcosa di nuovo fino ad oggi rimasto celato ai più? Ai posteri l'ardua sentenza.

Sabrina Ferrante

Fonte Foto:libreriauniversitaria.it