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Benvenuti al Sud: benvenuti incassi!

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E’ il più visto, il più pagato. Sono bastati solo tre giorni per sbaragliare la concorrenza, anche quella pù blasonata Jenky, e scalare le vette delle classifiche.

Il trio formato da Claudio Bisio, Alessandro Siani e dalla bellissima Angela Finocchiaro è il film migliore in assoluto in tutte la sale cinematografiche italiane, e lo confermano molte segnalazioni che ci arrivano in redazione. La critica, già pronta a dare un giudizio, sembra tentennare, affermando, quasi sottovoce, che la pellicola di Miniero è eccessivamente somigliante alla commedia francese “Bienvenue chez le Ch'tis″ (tradotto in italiano “Giú al Nord”).

 Ma le disapprovazioni, sebben velate, sembrano non aver placato la curiosità dell’intero popolo italico, che, "da nord a sud", ha continuato a manifestare grande interesse per la pellicola made in Italy, che di fatto ha sbancato i botteghini.

La tematica ci tocca direttamente: è una riproposizione del meridione che fa da sfondo alla vicenda di Alberto, direttore delle poste della Brianza, costretto a trasferirsi al Sud, dopo aver finto un’invalidità al fine di essere spostato a Milano. Sebbene la moglie (Angela Finocchiaro) descriva il meridione come un luogo infernale, la frase citata nel rigo seguente ci farà comprendere, anche se non del tutto, che tipo di finale ci dovremmo aspettare: “Quando un forestiero viene al Sud piange due volte, quando arriva e quando parte…”

E non stiamo qui ad elogiare un film esclusivamente perché parla di un Sud “diverso”, di un sud “migliore”. Non solo Camorra, non solo Mafia ed ignoranza.

Sotto una forma prettamente ironica gli attori sono riusciti ad un unire la popolazione di una nazione, l’Italia, celebre per essere ostinata e quasi ribelle all’omogeneità politica e sociale che molti altri stati d’Europa hanno raggiunto secoli fa. Questa, secondo il produttore Riccardo Tozzi, è la dimostrazione che “il paese è molto più unito di quanto in realtà si pensi”. Lancia quasi una frecciatina a tutti quei politici invasati che s'inventano storie pur di finire sui giornali, ingozzando il popolo di false promesse e parole come "Federalismo", in nome solo di un insano egoismo, utile esclusivamente a creare acredine soprattutto negli intolleranti o xenofobi.

Giada Raissa Passanisi

Fonte foto:blog.screenweek.it