Il regista Michael J. Bassett, per questo suo nuovo film, trae ispirazione dall'omonimo personaggio letterario creato dalla mente del maestro della heroic fantasy, Robert Ervin Howard, lo stesso che diede vita a "Conan il barbaro". Solomon Kane però, non vive in ere remote e in luoghi fantastici, e la sua psiche è molto complessa: è l'uomo cattivo che si converte al bene, attraverso un viaggio che lo porterà a credere di essere al servizio divino per combattere il male.
La storia di per sé non ha nulla di originale: ci troviamo ad assistere la classica lotta tra le forze del bene e quelle del male, uomini che diventano demoni perché corrotti dal peccato, anime dannate, una fanciulla pura di cuore da salvare. I ritmi sono lenti in principio, è troppi veloci alla fine, con dei colpi di scena scontati: si inizia con il viaggio di Salomon e con dei flashback che raccontano il suo passato, le sue origini, per poi ritrovarci in mezzo ad una battaglia troppo veloce, e poco spettacolare. Lo stesso scontro tra Solomon e il Cupo Mietitore, è poco adrenalinico, regala poco allo spettatore, il quale non ha nemmeno il tempo di immedesimarsi nello scontro.
Nota positiva le scenografie: costumisti e scenografi sono riusciti a riprendere gli abiti e il clima cupo e orrido del tempo. L'Inghilterra del XVI secolo è ben rappresentata dalla nebbia e dalla pioggia, dal senso di morte che pervade (ricordiamo che vi era la peste), e dall'occulto.
Manuela Scuderi
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Solomon Kane













