Addio a francobolli e ricevute di ritorno: dal 26 Aprile 2010 si può utilizzare la Posta Elettronica Certificata
Se ne parla già da qualche tempo… La PEC, Posta Elettronica Certificata, è un sistema di posta elettronica attraverso la quale viene attestato al mittente l’invio e la consegna di documenti informatici, tramite una documentazione elettronica che ha valore legale equiparato ad una raccomandata con ricevuta di ritorno. Il gestore di posta, quindi, ha il compito di fornire al mittente una ricevuta legale dell’avvenuta spedizione del messaggio e dell’eventuale documentazione allegata. Con questo servizio “si puo’ dialogare con tutti gli uffici della pubblica amministrazione direttamente via e-mail senza dover piu’ produrre copie di documentazione cartacea, ma soprattutto senza doversi presentare personalmente agli sportelli".I principali vantaggi della PEC sono: la comodità; la sicurezza, in quanto tutte le comunicazioni sono crittografate e firmate digitalmente, quindi protette; il risparmio, sia in termini economici che di tempo, proprio perché si eliminano le code agli uffici postali; il valore legale, poichè la tradizionale posta elettronica, invece, non garantisce e la quasi totale immunità da virus e spam in quanto ogni messaggio possiede l’identificazione certa del mittente. Inoltre il costo della PEC è fisso e non dipende dalla quantità o dimensione dei messaggi spediti o ricevuti.
Dallo scorso 26 aprile (PEC Day), giorno in cui è stato annunciato il lancio per il cittadino della PEC, è sufficiente collegarsi al portale www.postacertificata.gov.it e seguire la procedura guidata per richiedere l’attivazione del servizio. Trascorse 24 ore dalla registrazione online (ed entro 3 mesi) ci si potra’ recare presso uno degli uffici postali abilitati per l’identificazione e la conseguente firma sul modulo di adesione.
Le imprese che hanno vinto la gara indetta dal Ministero per la gestione del servizio e che quindi per i prossimi quattro anni avranno in gestione il servizio sono Poste Italiane, Postecom e Telecom Italia. Entro un massimo di due anni il Ministero punta all’attivazione di dieci milioni di caselle di PEC, con ricadute positive sia in termini di snellimento dei tempi burocratici, sia sui costi della Pubblica Amministrazione, con conseguente taglio degli sprechi.
Ma non mancano le critiche al sistema: innanzitutto la Casella PEC consente lo scambio di messaggi solo con indirizzi della Pubblica Amministrazione, quindi niente scambi tra privati e ciò è limitante per la diffusione di uno strumento che vuole sostituirsi a francobolli e ricevute di ritorno; inoltre, secondo l’ultimo rapporto sulla digitalizzazione dell’Italia dell’osservatorio della Commissione Trasporti della Camera, il numero di italiani privi di copertura online è di circa 2,3 milioni, senza quindi un intervento tempestivo a favore di un incremento della banda larga, la PEC rischia di rimanere una chimera per molti.
Venera Tripoli
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È arrivata la PEC! Posta elettronica certificata













