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Tassa o sovrattassa ?

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Arriva l’ ”equo compenso” che risarcirà i diritti d’autore alla Siae

 

Popolo di eterni risparmiatori è finita la pacchia! Tra qualche mese, anche voi, sarete costretti a pagare più salati i vostri acquisti, malgrado già il solo doverlo leggere vi provochi scompensi cardiaci. Eh già, perché la Siae, sopraffatta anch’essa dalla crisi, ha ben studiato la faccenda ed ha così partorito l’idea per riprendersi ciò che a suo dire gli spetta. E’ stato firmato infatti, il 30 dicembre 2009 dal ministro Bondi, il decreto per via del quale, chiunque acquisterà Dvd, Computer, Cellulari, Mp3, iPod e quant’altro sia mezzo fruitore di musica, dovrà pagare l”equo compenso” , ovvero i diritti d’autore. Per esser chiari e per fare un pratico esempio, acquistando un computer, si pagherà una sovrattassa in più che va da 1,90 euro a 2,40 euro, a seconda che l’oggetto in questione sia dotato di masterizzatore o meno. L’equo compenso poi, aumenta man mano che si sale con la tecnologia. 

Un hard disk interno per esempio, con capacità compresa tra i 250 ed i 400 Gb, costerà 14,49 euro in più del prezzo iniziale. Oltre la capacità dei 400 Gb il prezzo sale a 16,10 euro. Se poi, grazie al passaggio dalla Tv analogica alla Tv digitale, vi troverete costretti ad acquistare un bel decoder all’ultima moda, quindi con una capacità che sia almeno di 250 Gb, preparatevi a spendere 28,98 euro in più del dovuto, poiché il commerciante dovrà destinare l’intera somma alla Siae come equo compenso. Giusto o sbagliato che sia il decreto è facile prevedere che le proteste non tarderanno ad arrivare.

Dal canto suo l’onorevole Bondi, sostiene che tale provvedimento non sia una tassa, ma piuttosto un diritto che da sempre spetta ai soggetti privati (la Siae per l’appunto) e che in Francia, Germania e Spagna, paesi nei quali è già stato previsto l’equo compenso, ci si sia dovuti adattare a prezzi ben più alti di quelli italiani. I contrari, che ritengono l’imposizione della nuova tassa ingiustificata, sono per esempio i dirigenti Nokia (oltre ovviamente al popolo dei consumatori), poiché ormai tutti i telefoni cellulari sono dotati di lettore musicale il cui contenuto è già preventivamente e legalmente acquistato dal consumatore, che quindi andrà a pagare non una tassa ma una sovrattassa. 

 Tesi sostenuta e avvalorata anche dalle associazioni a difesa del consumatore, che pongono l’attenzione sul fatto che in questo modo il consumatore non solo pagherà  più del dovuto, ma arriverà a farlo anche due, tre, quattro, cinque volte e anche più, poiché chi acquisterà un cd pagherà l’equo compenso. Se vorrà passarlo al Pc pagherà quello sul Pc, se dal Pc lo passerà all’ iPod, lo pagherà su quest’ultimo e così via. Insomma, è proprio il caso di dire che la musica non è mai stata così cara, e  d’ora in poi, “chi di musica ferisce di musica perisce”.

Roberta Tomaselli