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"Mi spieghi cos'è un blog?"

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La comunicazione…“virtuale” ai giorni nostri

Facile se l'interlocutore ha meno di 30 anni, decisamente arduo se supera i 60. Sotto gli “enta”, infatti, non hanno bisogno di sapere o chiedere, già sanno. Sì perchè la nostra generazione, parlo dei contemporanei quarantenni o quasi, applaudì entusiasta al primo browser web grafico, poiché ci eravamo formati ed addestrati con quello rigorosamente testuale. Confusi e travolti dal fenomeno globale d’Internet, ancor prima di poterlo "vivere" pienamente e consapevolmente, abbiamo dovuto fare i conti con i cambiamenti, soprattutto sul piano comunicativo, nel dialogo interpersonale e "virtuale". Il termine blog deriva dalla contrazione di due termini inglesi comunemente accettati, ed ormai d’uso comune, nella lingua italiana: "web" e "log", ovverosia, traccia e registro. Marino Niola, editorialista de “La Repubblica”, lo definì come "un luogo riscaldato d'inverno ed areato d'estate, con un indirizzo e una buca delle lettere, finestre per guardarci dentro, se passi nei pressi ed una porta aperta per entrare se ti andrà".

Rappresenta un nuovo modo di comunicare, una richiesta di personalità, espressività, sensibilità e necessità di condivisione. L'animale uomo cambia, muta e si evolve ininterrottamente nel corso del tempo, ma senza mai perdere di vista l’atavico bisogno d’estrinsecare il suo desiderio di comunicazione per sentirsi parte integrante di un contesto sociale. E' una sorta di diario, nella rete delle reti, com’è chiamata Internet. E', principalmente, una delle nostre possibili finestre sul web da adibire a luogo di confronto e di scambio d’idee, opinioni e pareri: un palco, una tribuna virtuale nella quale è possibile sempre esprimersi liberamente e purtroppo avvolte, aimè, senza censura e controllo. Il blog, infatti, rappresenta un diverso modo per sentirsi parte di una comunità: la funzione sociale che per i nostri genitori era appannaggio di una piazza, di un bar, di un circolo o di un cortile, oggi non è sparita, ma ha solo cambiato forma mantenendo inalterata la sua sostanza. I blog, dunque, come metafora delle nostre attuali esigenze sociali in costante, quanto rapida, trasformazione. Per determinare quanto possa esser convulso il suddetto processo evoluzionista, basti riflettere sul fatto che persino gli stessi blog faticano a restare al passo con i tempi. Blog e blogger, infatti, si affacciano ormai anche sulle reti sociali estese, i cosiddetti “social network”, concetto linguistico ancora da definire per tanti, ma che forse è già stato troppo abusato e soprattutto erroneamente reiterato il suo impiego. Ma questa è tutta un'altra storia:la prossima.


 Armando Leotta (Roma)