Il paese elvetico in controtendenza sulle normative antipirateria.
Da oggi c’è un nuovo porto franco al centro d’Europa per gli amanti del download illegale. Per i motori di ricerca che fino ad ora hanno dovuto espatriare oltreoceano o in paesi con una dubbia legislazione o addirittura totalmente nulla in materia di diritto d’autore e copyright si apre un nuovo orizzonte. Non dovranno più fare centinaia di migliaia di chilometri per piazzare i loro server su cui detenere i database per le ricerche in rete dei file piratati (film, musica, applicazioni) in pieno stile “Pirate Bay”.
Basterà oltrepassare il confine italiano di poco, al di la delle Alpi ed approdare nel paese degli orologi e della cioccolata, e da oggi anche dei “Pirati digitali”. Il Consiglio federale Elvetico, infatti, dopo aver commissionato una ricerca per capire l’impatto del download illegale sul mercato culturale nazionale, ha concluso che quest’ultimo non viene danneggiato dal download illegale.
La Svizzera, in effetti, ha sempre avuto una legislazione, per quanto riguarda la pirateria digitale, piuttosto elastica o permissiva. Mentre è legale scaricare i file pirata, anche in Svizzera è illegale condividerli. Anche in questo caso, però, le norme al riguardo sono molto meno “cattive” che nel resto d’europa, infatti si colpisce soprattuto chi condivide file pirata in misura molto elevata.
Non c’è da stupirsi, quindi, se la posizione del paese oltralpe sta facendo terribilmente contrariare tutta l’industria del diritto d’autore, anche se, a detta del Consiglio Elvetico, solo quelle industrie che sapranno adeguarsi ai nuovi mezzi di diffusione portati dal progresso digitale potranno sopravvivere, solo se comprenderanno a fondo come utilizzare questo nuovo modello di business potranno superare la crisi delle vendite.
In Italia, intanto, la legislazione attuale prevede una differenza tra scaricare e condividere file pirata, anche se entrambe le attività sono illecite. Anche se non si capisce, nell’era del peer to peer come si possa solo scaricare visto che nel frattempo si condivide quella porzione di file che si è già scaricato.
Nel primo caso si rischia solo una multa fino 1.032 euro, mentre nel secondo, si arriva a 2.065 euro e si rischia anche il carcere se viene provato lo scopo di lucro.
La discussione sulle norme da applicare per il diritto d’autore online è in corso, tra chi, come l’industria, cerca di colpire in misura maggiore e capillare i siti fino ad ora non perseguiti come i vari “Rapidshare” o “Megaupload”, e chi controbatte sostenendo che si rischia, con una stretta troppo rigida, di mettere in pericolo la libertà e l'innovazione di internet, tra i big in prima fia Google e Facebook.
Fonti:http://www.ejpd.admin.ch/
Fonte Foto:gekissimo.net
http://www.gekissimo.net/2011/11/i-numeri-della-pirateria-online.html
Giuseppe Zappalà
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La Svizzera patria del download pirata













