Nell’era tecnologica, e specialmente nell’era dei cosiddetti social network, dove tutte le informazioni personali che giornalmente vi buttiamo dentro viaggiano liberamente in rete, si avverte sempre più chiaramente il rischio che queste informazioni personali, come indirizzi, amicizie, messaggi, e tutto quello che di più intimo può esservi contenuto, finiscano in mani sbagliate.
È proprio per la questione sicurezza che ancora s’indugia, nei vari stati, ad investire risorse per produrre un network libero, che permetta nelle nostre città di usufruire tramite hot-spot (punti d’accesso) gratuiti di una connessione internet da qualunque punto ci si trovi.Questione sicurezza che, dopo il rilascio di un’applicazione particolare da parte di uno sviluppatore americano, riaccenderà il dibattito sulla possibilità di un reale utilizzo reti aperte, oltre che del problema del furto telematico dei dati personali.
Ma cosa fa questa fantomatica applicazione? Semplice, ci rende tutti agevolmente un po’ hacker.
E lo fà sfruttando una vulnerabilità nota, per chi un po’ di computer se ne intende, ma che da adesso è accessibile anche a chi esperto non lo è.
L’applicazione si chiama “Firesheep” ed è un’estensione del famosissimo browser “Firefox”, questa permette a chiunque sia collegato alla stessa rete di poter carpire i dati d’accesso a siti o social network (che richiedono una password), tutto questo mentre si naviga mediante una rete Wi-Fi aperta, in altre parole una rete a cui ci si può connettere senza bisogno di autenticarsi o digitare alcuna password. Il pirata non avrà bisogno di altro, dovrà solo pazientemente aspettare che qualche incauto internauta connesso alla stessa rete digiti per esempio i dati di accesso al suo account di Facebook e, per magia, questi dati appariranno visibili anche al malintenzionato.
A questo punto questi potrà utilizzarli successivamente per connettersi a sua volta ed avere pieno controllo sull’account, modificare dati, guardare le email e fare tutto quello che vuole senza alcuno sforzo. La facilità con cui quest’applicazione rende l’operazione di cattura dei dati d’accesso è il motivo principale per cui è in allarme la comunità informatica internazionale, l’inventore di quest’applicazione, però, ha spiegato di averla messa a punto proprio per mettere in risalto la vulnerabilità delle reti Wi-Fi senza accesso controllato. Speriamo che nel frattempo i programmatori mettano una “pezza” a questa vulnerabilità in modo da minimizzarne i sicuri danni. In ogni caso proteggersi non è difficile, basta non lasciarsi sopraffare dalla sbadataggine e utilizzare un po’ di buon senso. Basta, infatti, proteggere le nostre reti Wi-Fi casalinghe con una semplice chiave ( un tipo particolare di password, ce ne sono di diversi tipi), che spesso è fornita insieme al modem dalle compagnie telefoniche, ed i malintenzionati, almeno quelli meno esperti, "resteranno chiusi fuori".
Foto: logo Wi-Fi da google.com
Giuseppe Zappalà
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Wi-Fi: maneggiare con cura













