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Moda Ecologica: Che La natura faccia il suo corso

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La nuova frontiera dell’alta moda si chiama ECOLOGIA! E si è già diffusa guadagnandosi un posto di rilievo nelle pagine di giornali, riviste e rotocalchi. La moda ecologica prende il sopravvento e le passerelle si vestono finalmente "secondo natura": un argomento, questo, fondamentale per comprendere l’importanza di quello che è lo sviluppo sostenibile. La moda sposa una giusta causa e crea un circolo virtuoso tra tessuto e qualità, novità e stile; chi ha detto che è il materiale a dettare l’eleganza ed il lusso?

Cotone biologico, lino, canapa e juta sono solo alcuni dei tessuti trattati ecologicamente. Ad essi si possono aggiungere i classici e gettonatissimi Jeans, ora anch’essi biologici proprio come la bigiotteria e tanti altri accessori, dettagli per gli uomini ma fondamentali per le donne. In particolare tra le varie case di moda sta emergendo l’uso del Dryarn, una particolare fibra che è possibile impiegare in ambiti particolari in quanto non scolorisce, non si deforma ed è dermatologicamente testata. Attualmente fa la sua comparsa soprattutto tra gli indumenti intimi e sportivi, ma non si esclude un futuro impiego per il resto dei capi.

Purtroppo il discorso non si esaurisce esclusivamente al tessuto da cui produrre la moda, più importante è, infatti, il desiderio di voler frenare l’uso e la vendita di quelli che sono definiti prodotti rischiosi per l’ambiente, a tal proposito è doveroso citare le famose pellicce ed il pellame che ogni anno vengono venduti a prezzi tutt’altro che modici, mettendo da parte in modo meschino lo sforzo e l’impegno di tutti gli animalisti che si battono nelle campagne contro il settore della pellicceria. Fortunatamente gli stilisti di tutto il mondo hanno compreso, a pieno, l’importanza di questa lotta e hanno già da un po’ scelto di produrre, anche se poco alla volta, abiti "verdi" ed eco-pellicce.

Intanto si possono già citare i nomi delle griffe che, per così dire, hanno già fatto buon uso degli ottimi propositi citati sopra, tra queste Braccialini, azienda produttrice di pelletteria e Timberland, che si è occupata di tracciare sui cartellini, sebbene per linee generali, le informazioni sull’impatto ambientale che l’abbigliamento "sbagliato" può avere sulla natura. Ovviamente i grandi nomi non mancano e firme come Armani, Paciotti e Gucci rappresentano solo una breve lista rispetto alle innumerevoli case di moda che hanno promesso impegno a questa giusta causa.

Come sarà quindi la moda futura? C’è chi insiste su capi così cromati da cambiare colore a secondo della situazione, chi propone abiti provenienti dalla cellulosa di batteri e qualcuno, infine, suggerisce il riciclo dei tessuti da sartorie.

E se "la moda non passa mai di moda", prepariamoci a vedere davvero di tutto: la natura è in agguato! E allora "chi vivrà...indosserà".

Giada Raissa Passanisi