Questo il monito che con grande orgoglio, accompagna i claims di ogni piattaforma digitale, che ha lettermalmente invaso il web. Molteplici i siti in cui è possibile scambiare, donare o dare in prestito, qualsiasi bene.
Tra questi: www.zerorelativo.it; e www.baratto-online.com . Le iniziative,che annoverano tra i propositi, quello di far tornare in augue, un modo privo di monete, sono: la settimana del baratto (www.lasettimanaselbaratto.it), e le deliziose iniziative dei B&B iscritti al sito: www.bed-and-breakfast.it che aderiscono al progetto sociale, che molte associazioni culturali come ZR di cui sopra, stanno realizzando, portando sulla piazza del mercato: il baratto, favorendo in cambio di qualsivoglia oggetto,una settimana di relax.
Si tratta nella fattispecie, di progetti sociali, come preannunciato, ovviamente senza scopo di lucro. Le associazioni,infatti, non hanno finanziamenti esterni determinati (variano a seconda dell'ente che aderisce all'iniziativa) e dunque non gode nemmeno di sponsor pubblicitari. "Un'economia sull'economia" potremmo dire.
La pratica, che concede il minor vincolo possibile, e dunque, maggiori guadagni, con costi praticamente irrisori è: il baratto. Una delle pratiche più antiche, e squisitamente evolutive, che connotarono la storia dell'uomo, creando forme sociali insieme con le prime forme economiche, è ciò che potrebbe salvare l'homo sapiens sapiens.
Questa l'idea che guida gli innumerevoli siti e i "Barter": prestito linguistico del mondo economico, che denota: una pratica commerciale praticata tra imprese per lo scambio multilaterale di beni o servizi in compensazione. La parola dall'inglese si traduce letteralmente in baratto, e il concetto fondamentale richiama quello antico dello scambio di merci, ma si tratta di una revisione in chiave innovativa del concetto antico di scambio di merci, poichè a caratterizzare tale pratica è la multilateralità.
E se già, nel 1916, l'antropologo Polacco: Bronislaw Malinowsky, studiava le prime forme di scambio, o meglio, un circuito denominato: Kula (pratica, in cui gli abitanti delle isole Trobriand, scambiavano sulle rive del fiume, collane con ornamenti vari); oggi il popolo del web, scambia di tutto.
Dagli accessori, alle vacanze estive in un agriturismo, piuttosto che in un bed and breakfast.
La multilateralità, che caratterizza questa "nuova" pratica comporta un'innovativa capacità di recupero. Si recuperano i valori, scambiando un libro con un massaggio, si recuperano le emozioni e le sensazioni interiori che hanno marcato il momento in cui abbiamo aquistato un bene, e inevitabilmente trasferiamo questo, da noi possessori ai futuri detentori.
L'estrema naturalezza con cui ciò accade, e l'essere naif di tale pratica, ha sempre caratterizzato varie forme di vita sociali e pratiche culturali extra-occidentali. Pertanto, se il "Dono" studiato da Marcel Mauss, senza la reciprocità è nullo, auguriamoci che da oggi, queste forme di "parentato" economico/sociale, dunque, il "baratto cibernetico" sia un nuovo passo verso la solidarietà concreta che tutti auspichiamo.
Fonte foto:studiopierobon.blogspot.com
http://2.bp.blogspot.com/_qTmdgaHzMJM/TLLA5iNf3HI/AAAAAAAAAMQ/FijQCN7IewQ/s1600/baratto1.jpg
Fonte bibliografica: http://it.wikipedia.org/wiki/Barter
Valeria Salanitro
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Palermo. "Baratto cibernetico": la reciprocità del dono













