Sono il papà di una ragazzina di 14 anni che da qualche mese è entrata nel tunnel dell'anoressia. E' in cura con uno psicoterapeuta e sta facendo dei piccoli passi in avanti, soprattutto per quanto riguarda la sua tranquillità mentale. Però non riesce a fermare il calo del peso e restringe sempre di più la sua dieta. Con le buone cerchiamo di farla ragionare e di aumentare le dosi, ma è un'impresa. Come dobbiamo comportarci noi genitori? Grazie.
Gentile Signore, l'anoressia è una problematica molto seria che coinvolge non soltanto la persona sofferente, ma anche coloro che le sono vicini, modificando i rapporti e le dinamiche familiari. Spesso i genitori si trovano sprovvisti di strumenti di dialogo, soprattutto quando ad ogni offerta si contrappone un netto rifiuto dell'aiuto. Nel vostro caso, il fatto che sua figlia abbia accettato di intraprendere una terapia è senz'altro un aspetto positivo, anche se rimane difficile modificare il rapporto con il cibo. Infatti nell'anoressia l'alterato rapporto con l'alimentazione è da considerare un sintomo di un disagio più profondo, spesso non facile da cogliere e da esprimere, talvolta nasconde una richiesta di attenzione, in altre circostanze esprime la difficoltà ad accettare se stessi, soprattutto in età adolescenziale. Provate ad intavolare con vostra figlia un dialogo anche su argomenti che non riguardano il cibo, magari consultandovi con il terapeuta che la segue e che potrà darvi delle indicazioni sulla modalità più adatta a interagire con lei.
La saluto cordialmente
Dott.ssa Laura Freni
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Quale comportamento adottare nei confronti di un figlio anoressico?













