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Crisi d'ansia, inssonia e agoscia come intervenire?

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Gentile dott.ssa,

in passato ho sofferto periodicamente di crisi d'ansia, che ho sempre attribuito alle circostanze di vita nelle quali mi trovavo, e che si sono risolte spontaneamente. In questo momento non ho preoccupazioni particolari eppure sono afflitto da un'angoscia insopportabile, associata ad insonnia, al punto da dover assumere quotidianamente degli ansiolitici. Vorrei non prendere più farmaci ma in questo momento non riesco, vorrei un suo consiglio.


Gentile Signore,

l'ansia è un sintomo aspecifico, un campanello d'allarme che ci avverte quando qualcosa non funziona a livello psichico. Come lei ha potuto sperimentare esistono delle contingenze della vita in cui ci si trova in difficoltà, in cui si ha paura di non essere in grado di risolvere dei problemi, ai quali si attribuisce la causa del proprio malessere. Ma il senso del sintomo è quello di far segno che qualcosa non va, indipendentemente dalle contingenze della realtà. A proposito dell'angoscia Freud la definisce proprio come un segnale per il soggetto che proviene dall'inconscio, piuttosto che come conseguenza di una difficoltà reale. Poiché il sintomo che lei descrive è tale da non poter essere ignorato sarebbe utile, magari continuando momentaneamente ad assumere l'ansiolitico, cercare un aiuto più specifico, uno spazio di parola dove interrogarsi su ciò che le sta accadendo.

Dott.ssa Laura Freni