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Quattro chiacchiere con…


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Intervistiamo l’assessore alla cultura, del Comune di San Giovanni la Punta, Giuseppe Orazio Abate.

In occasione del nostro incontro con l’assessore Giuseppe Orazio Abate, reggente dell’assessorato alla cultura con deleghe alle politiche giovanili, biblioteca, politiche comunitarie, lavoro ed imprenditoria giovanile, trasmettiamo integralmente, la breve ma intensa, intervista che ha voluto gentilmente concedere alla redazione di “Oggimedia”, nella figura del nostro direttore responsabile Marco Lombardo. -Dott. Abate, lei è in carica effettiva, da giugno 2005, alla reggenza di un assessorato di notevole interesse economico nel Comune di San Giovanni la Punta, come valuta il suo operato alla luce di questi primi 5 anni d’amministratore?

Sono d'accordo con il notevole interesse, però mi occorre precisare che, il mio, è l'assessorato che in bilancio dispone di minor risorse. Ciò mi ha costretto ad impegnarmi maggiormente, tentando di produrre il massimo risultato con il minimo impegno economico. Abbiamo realizzato le “verghiate”, il ”Premio Rosa Balistreri”, il “Festival dell'Operetta”, utilizzando fondi regionali e provinciali, concessi perchè i progetti erano quantomeno dignitosi. E' stata creata una emeroteca per dare la possibilità ai ragazzi di avere, oltre ai libri, anche CD, Lp, e DVD gratuiti. Sono stati fatti corsi gratuiti di recitazione, di percussioni, canto, giornalismo, fioretto, pallamano, etc., per tenere impegnati i ragazzi. Sono state fatte conferenze e realizzati cortometraggi ( sulla violenza alle donne, sul pizzo, etc. ) per formare una coscienza civica. Sono stati dati incentivi ai giovani più promettenti, affinché venissero premiati i più meritevoli.
-Quali sono le reali aree di criticità relative ad un buon operato del suo assessorato?
Le aree di criticità sono rappresentate esclusivamente nella mancanza di fondi, sempre insufficienti, per realizzare tutto ciò che si vorrebbe ma non si può concretizzare.
-Se il suo elettorato le riconfermasse la stima pre-elettorale, ergo le fosse rinnovato l’incarico istituzionale, che cosa farebbe in prima istanza?
Chiamerei, innanzitutto, i giovani della mia comunità per far quadrato e per realizzare un centro ove possano incontrarsi e dove possano creare una sorta di "consulta giovani" che mi possa offrire le giuste indicazioni d’operatività.
-E se invece a vincere fossero i suoi avversari?
Sarei comunque pronto a mettere a disposizione tutta la mia passione ed il mio impegno, per continuare quel cammino che ho intrapreso, perché nel passato non esistevano né questi né l'attenzione necessaria per la cultura e/o i giovani.
-Quali sono i suoi programmi inerenti alle politiche giovanili per il prossimo futuro?
Continuare a lottare per far valere i loro diritti.
-Annovera, in agenda, dei progetti innovativi per coinvolgere i più giovani concittadini ad interessarsi alle attività inerenti alle sue specifiche pertinenze amministrative?
Creare dei ricambi, affinché chi ha fatto più di tre legislature ceda il passo al nuovo.
-A suo avviso, dott. Abate, le buone idee, o quelle maggiormente innovative, posseggono o meno un colore politico od una identità partitica?
No, le buone idee sono buone a prescindere dal colore politico di chi le esprime.
-Lei è anche assessore al lavoro ed alle politiche comunitarie. Può dirci quali saranno le iniziative, in tal senso degne di nota, che ritiene di dover affrontare a breve scadenza?
Mi rifaccio a quella che è l'idea dei laburisti : one man, one job, ovvero lavoriamo tutti, per consentire uno sviluppo collettivo. Però è necessario rispettare la meritocrazia, perchè chi più dà, più deve ricevere. L'importante è che i giovani possano entrare presto nel mondo del lavoro, e chi già c'è venga rispettato. I fondi europei ci consentono di avviare idee imprenditoriali innovative. Puntiamo su queste, e sul rilancio del turismo e dell'agricoltura, per evitare di creare una nuova classe di emigranti.
-C’è qualcosa che le sarebbe piaciuto fare e che ancora non è riuscito a portare a compimento?
Avrei voluto coinvolgere quanto più persone della società civile per cambiare il sistema politico, al fine di mettere all'angolo i professionisti della politica. Abbiamo personaggi che continuano a far politica dal 1970, e non vogliono ritirarsi. Abbiamo “burosauri” che continuano ad amministrare da 40 anni, ininterrottamente. Ritengo che un ricambio politico ed amministrativo sia necessario per il buon funzionamento della macchina burocratica.
-Dott. Abate, proprio in conclusione del nostro colloquio, quale appello si sente di voler esternare ai suoi cittadini e prossimi potenziali elettori?
Vorrei invitarLi a votare premiando chi ha tentato di gestire la cosa pubblica con senso di rispetto e responsabilità verso i cittadini ed a punire, invece, chi ha amministrato utilizzando male le risorse economiche ed umane di questa comunità. Abbiamo all'interno dell'amministrazione tante risorse che a mio modesto avviso si potrebbero e dovrebbero valorizzare ancor meglio.

 

Marco Lombardo