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Giovani e lavoro: attenti alle truffe.

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Da circa due anni, tra gli annunci di lavoro, circola una proposta apparentemente molto allettante che riporta, le seguenti parole: "Azienda leader nel settore della comunicazione, con filiali in tutta Italia, per ampliamento del proprio organico, ricerca: 8 figure per inventario magazzino, 2 per amministrazione, 4 per gestione clientela, 2 per selezione e gestione del personale".

Il nome dell'azienda cambia circa una volta ogni tre mesi, probabilmente per evitare di essere rintracciati.

In seguito ad un'approfondita ricerca, Oggimedia è riuscita a contattare una delle tante persone che ha risposto a questo annuncio: il suo racconto ha dell'incredibile, ma coincide con alcune le testimonianze rinvenute sul web.

La ragazza, una neolaureata di 27 anni di Catania, ha chiesto di restare anonima, dunque, per l'intera intervista, verrà chiamata con un nome che non corrisponde al suo.

Maria, come ha inizio questa tua esperienza?

«Da circa sei mesi sono alla ricerca di un lavoro, così passo le mie giornate nella speranza di trovare qualche annuncio che si avvicini, almeno approssimativamente, al mio profilo professionale. Fra le tante proposte, ne ho notato una particolarmente interessante, così ho deciso di chiamare questa agenzia per candidarmi; tra le tante figure, ricercavano anche una segretaria amministrativa, così avevo deciso di presentarmi al ruolo per quella posizione».

Quale esito ha avuto la tua telefonata?

«Gentilissimi ma misteriosi, mi hanno dato appuntamento per un colloquio dopo pochi giorni».

Come si è svolto il colloquio?

«Il colloquio è durato pochi minuti e il selezionatore, un distinto signore di Padova, si è limitato a spiegarmi le mansioni che avrei dovuto svolgere nel caso in cui fossi stata assunta».

Quindi ti ha spiegato bene quale sarebbe stato il tuo compito?

«Sì. Ha parlato di bollo, fatture. Insomma un lavoro di back office! Inoltre ha aggiunto che la retribuzione sarebbe stata di 1000 € al mese e mi ha invitata a tornare da loro l'indomani mattina alle ore 8,30, per assistere al loro lavoro d'ufficio e per essere ulteriormente valutata. Alla fine, mi ha salutato augurandomi buona fortuna e spiegandomi che l'indomani in ufficio ci sarebbero stati altri candidati».

L'indomani, ti sei presentata all'appuntamento?

«Ovviamente sì! Poco dopo il mio arrivo, la segretaria mi ha consegnato un foglio chiedendomi di firmarlo».

Cosa c'era scritto?

«Era un foglio nel quale dichiaravo di assumermi tutta la responsabilità di quello che sarebbe accaduto nel corso della giornata».

L'hai firmato?

«Non volevo firmarlo e ho chiesto di parlare con il responsabile dell'ufficio, ma la segretaria mi ha risposto che se non avessi firmato mi avrebbero escluso a priori dalla selezione, così alla fine, per paura di perdere una buona occasione, ho firmato».

E dopo cosa è accaduto?

«Subito dopo mi hanno presentato una ragazza che poteva avere più o meno la mia età, dicendomi che mi avrebbe affiancata per tutto il giorno. Io ho chiesto cosa dovevo fare di preciso e se saremmo stati in ufficio, ma le loro risposte erano molto evasive. Nel frattempo la ragazza mi ha chiesto se mi andava di prendere un caffè per conoscerci meglio e per spiegarmi di che cosa mi sarei occupata, ma per raggiungere il bar mi ha chiesto di salire nella sua macchina assieme ad un altro ragazzo che lavorava con lei».

Sei salita in macchina?

«Prima di salire ho precisato che se la loro intenzione era quella di portarmi in giro a fare vendita "door to door", non ero interessata a farlo, ma la ragazza mi ha risposto stizzita che non si trattava di quello, così sono salita in macchina».

In macchina cosa è successo?

«Mi sono accorta che non stavamo andando al bar e ho chiesto spiegazioni, ma nessuno dei due voleva darmele e mi chiedevano di stare tranquilla; nel frattempo la ragazza mi parlava dell'azienda e vantava collaborazioni con Mondadori, De Agostini, Mediaset.

Alla fine mi sono ritrovata a Valverde a fare vendita "porta a porta", ma mi è finita bene, perché in seguito ho conosciuto dei ragazzi che si sono ritrovati ad Augusta o a Ragusa o a Caltagirone».

Una storia veramente sconcertante. Li hai denunciati?

«No, ma ho segnalato il caso alle "Iene" di Italia Uno. Inoltre ho deciso di parlarne con voi nella speranza che chi legga questo articolo stia attento».

L'esperienza di Maria è l'emblema di quanto stia accadendo oggi nel mondo del lavoro, soprattutto in Sicilia: i ragazzi, spesso con un'ottima formazione alle spalle, ma affamati di lavoro, non trovano un posto adeguato e la disperazione li rende vulnerabili di fronte alle situazioni che gli si presentano.

La speranza è quella che il nostro Paese cominci ad interessarsi un po' di più al futuro dei giovani, tutelandoli maggiormente.

Fonte foto:blog.tagliaerbe.com

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Gabriella Sirni