L’esperienza del “banco alimentare” nella parrocchia di San Nicolò a Misterbianco(CT).
La crisi non molla, anzi, stringe ancora di più la sua morsa attorno alle famiglie che ormai non sanno più come arrivare alla fine del mese. Perché se è vero che il lavoro diventa sempre più precario, è vero anche che le bollette, le rate del mutuo e tutto quello che serve per mandare avanti una qualsiasi famiglia si devono pur pagare. Allora ci si rifugia dove si può, da chi può dare una mano, parenti, amici, perfino mamma e papà e, come ultima spiaggia, anche da chi non si conosce e che può donare un po’ di solidarietà. E dove andare a cercare solidarietà se non in una delle tante parrocchie sparse per il territorio che tanto fanno per cercare di portare un sorriso anche nelle case dei più sfortunati.
Proprio per questo siamo andati a trovare Padre Giuseppe Raciti, parroco della parrocchia San Nicolò, impegnato in un’iniziativa, insieme alla Caritas, che si avvale della collaborazione del “Banco Alimentare”.
Padre Giuseppe, da quanto tempo va avanti questa iniziativa benefica?
«Sono parroco di San Nicolò dall’ottobre del 2010 e questa iniziativa, quando sono arrivato io, era stata già attuata dal precedente parroco, Padre Franco. Questi l’aveva poi sospesa temporaneamente per evitare che la comunità parrocchiale non si “adagiasse”, contando solo sull’aiuto del Banco Alimentare e della Caritas, ma partecipasse attivamente alla raccolta. Ultimamente, visto l’acuirsi della crisi economica, e di conseguenza l’aumento del numero delle famiglie bisognose, abbiamo deciso di riprendere la raccolta. Abbiamo, di fatto, ripristinato la convenzione con l’associazione che gestisce il Banco Alimentare che, insieme alla raccolta fatta dalla comunità parrocchiale, ci permette di soddisfare i bisogni delle famiglie meno abbienti».
Quindi i cittadini, i parrocchiani, possono partecipare attivamente alla raccolta dei generi alimentari oltre la quota che arriva dal Banco Alimentare?
«Certo! Tutte le settimane in parrocchia attraverso la collaborazione della Caritas si fa una raccolta alimentare. Tutte le domeniche dopo la messa s’invitano le persone a portare qualcosa. Ogni settimana si raccoglie un determinato tipo di genere alimentare, solo per fare un esempio la settimana prossima è stato chiesto di portare dei legumi, merce naturalmente non deperibile, latte, pelati, olio e così via».
Ha notato, quindi, una buona partecipazione dei parrocchiani di San Nicolò?
«Senza dubbio. La comunità si è dimostrata molto sensibile a questo tipo di problema. Anzi, io dico sempre e l’ho ripetuto anche durante la messa natalizia, che tutto va in crisi in questo momento, meno che la generosità della gente che anzi ho visto aumentare. Forse perché, chi era stato in difficoltà in precedenza, capisce bene chi si trova in difficoltà in questo momento. Chi è povero divide, è il ricco che non divide».
Si trova d’accordo allora sul fatto che, con la crisi economica che colpisce il nostro paese e le famiglie, ci sia stato un incremento sostanziale delle persone bisognose?
«Sì, l’abbiamo notato chiaramente. Abbiamo, in questo momento, ancora più famiglie da seguire, anzi, abbiamo ripreso ad aiutare famiglie che avevamo già sostentato in precedenza e che adesso si ritrovano di nuovo nei guai. La situazione economica di alcune di queste, infatti, era migliorata ma, con la crisi e con il lavoro che soprattutto al sud continua a mancare, molte di queste famiglie ricadono nelle problematiche che si erano lasciate alle spalle».
Padre, allora come funziona concretamente la raccolta ma soprattutto la scelta delle famiglie da aiutare?
«Noi qui in parrocchia abbiamo quello che chiamiamo un “centro d’ascolto”, con degli operatori Caritas che si riuniscono e dove le persone bisognose vengono a chiedere aiuto. La Caritas, peraltro, fornisce anche un servizio in collaborazione con lo sportello lavoro delle Acli raccogliendo le richieste di lavoro. Poi, attraverso una conoscenza capillare del territorio parrocchiale e in collaborazione con le comunità ecclesiali di base, si vengono a sapere le famiglie che al momento potrebbero aver bisogno di aiuto e che magari non verrebbero mai a chiede aiuto alla Caritas, vuoi per questioni di dignità o per vergogna, soprattutto in una comunità cosi piccola in cui tutti si conoscono. Una volta raccolte tutte le richieste, un operatore della Caritas insieme con un rappresentante della parrocchia che si occupa di questo servizio, porta la “spesa” a casa delle famiglie bisognose. In questo modo ogni famiglia aiutata resta nell’anonimato».
Questo servizio è attivo solo in questa parrocchia o anche in altre presenti nel territorio di Misterbianco?
«No, anche le altre parrocchie qui intorno forniscono questo servizio. Di sicuro anche in Chiesa Madre e in chiesa Sant’Angela Merici si avvalgono del gruppo Caritas e, probabilmente, anche loro aderiscono al Banco Alimentare. Diciamo che tra noi c’è un “network”».
Oggimedia ringrazia Padre Giuseppe Raciti per la sua disponibilità e la sua cortesia e invitiamo i cittadini misterbianchesi, di buon cuore e non, a contribuire attivamente e propositivamente all'iniziativa, naturalmente per quanto possono, e alla raccolta.
Fonte foto:http://www.comune.misterbianco.ct.it/la_citt%C3%A0/storia/
http://www.comune.misterbianco.ct.it/la_citt%C3%A0/storia/immagini/chiesa_di_San_Nicol%C3%B2.jpg
Giuseppe Zappalà
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Solidarietà in tempo di crisi. Parrocchia San Nicolò di Misterbianco













