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Non si compra, non si vende: ritorna in auge il vecchio sistema di scambio del baratto

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Rispolverato il vecchio sistema del Baratto di oggetti in buono stato da esporre e scambiare tra amici. Assolutamente vietata la vendita. Arriva anche a Catania il vecchio sistema del baratto.

Oggimedia incontra Clarissa, eccentrica donna di 39 anni, promotrice di questo nuovo e simpatico modo di risparmiare, stare insieme, ritrovarsi con qualcosa di esclusivo.

Clarissa, come nasce questa idea?

«Essendo già una barter, così veniamo chiamati nella community di zerorelativo.it a cui mi sono iscritta lo scorso anno, ho pensato ad un mercatino di scambio domestico che coniugasse l'incontro-festa tra amici allo scambio e, quindi, riuso-riciclo-impatto ambientale ecologico nonchè economico, di tutte quelle cose che a noi non servono più e che invece qualcun altro cerca».

Siete un gruppo o vi muovete individualmente?

«L'idea è venuta a me, anche se in verità ho avuto il sostegno e l'aiuto organizzativo di alcuni cari amici».

Come funziona questo scambio?

«L'oggetto è la nostra moneta di scambio. Nel caso della 'festa del baratto', organizzata a casa mia, ho predisposto dei ripiani dove ognuno di noi ha potuto esporre i propri oggetti da barattare; se, per esempio, trovavo un oggetto di mio gradimento, non facevo altro che proporre al proprietario di guardare tra le mie cose per vedere cosa volesse in cambio. Naturalmente, ci sono casi in cui nascono delle vere e proprie 'trattative' perchè ognuno di noi dà un valore personale a ciascun oggetto. Non trattando il valore monetario di mercato vero e proprio può capitare che, un vinile originale dei REM, venga scambiato per un semplice telefono a muro e due fumetti».

Come rispondono i partecipanti?

«Le risposte sono state più che positive. Tanti sono tornati a casa con cose per loro utili ed interessanti. E' stato un piacere ricevere anche i ringraziamenti di amici che mi hanno confermato che i loro oggetti, probabilmente, sarebbero stati buttati nel cassonetto della spazzatura. Erano lieti di aver partecipato a questa nuova forma di incontro all'insegna del risparmio, del rispetto dell'ambiente e quant'altro».

Nel caso in cui una trattativa non vada a buon fine, è possibile acquistare l'oggetto?

«Assolutamente no, il denaro è vietato, anzi è assolutamente vietato quando si parla di baratto».

Quale il pezzo più brutto che hanno portato per lo scambio?

«Onestamente non saprei rispondere. Semmai una cosa brutta c'era, questa poteva esserlo per me, ad un'altro sarebbe sembrata anche bella e viceversa. E' proprio vero che l'oggetto smette di essere 'oggettivo' e diventa 'soggettivo' quando lo si guarda non più con il valore monetario che siamo abituati erroneamente a dare ma con il valore dell'utilità, praticità e bellezza».

Potresti rivelarci, in linea generale, cosa si porta per lo scambio? Ci sono delle regole da seguire?

«Non ci sono regole, si porta di tutto e di più: abbigliamento, oggetti da collezionare, alimentari, cose per la casa di ogni genere, oggetti fatti con le proprie mani. Si possono scambiare anche servizi, giusto per fare un esempio: tu mi fai un lavoretto di riparazione in casa ed io ti ricambio con delle lezioni private di qualunque cosa».

Clarissa, in conclusione, il prossimo incontro per quale periodo è previsto?

«Io continuo a scambiare tramite la community Italiana di zerorelativo.it: si tratta di baratti a distanza anche se mi è capitato di conoscere dei barter in provincia di Catania con cui ho concluso degli scambi personalmente. Mi auguro di riproporre una seconda festa del baratto in primavera, periodo in cui tanti di noi fanno ordine in casa e magari mettono da parte cose che non pensano più di utlizzare. In casa non dispongo di moltissimo spazio, spero infatti di trovare una location che permetta di allargare l'evento a tanti altri».

Foto del redattore

Maria Narciso