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L'evento delle Forchette rotte secondo Pif e Giulia Innocenzi

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L'incontro delle Forchette rotte tenutosi a Palermo il 25 giugno all'interno di Villa Filippina ha avuto come moderatori la Iena Pif e Giulia Innocenzi, i quali hanno, con gioco e ironia, gestito l'alternarsi degli indignati che via via si avvicendavano sul palco.

Oggimedia ha voluto conoscere il parere dei due conduttori dell'evento per capire cosa c'era e cosa è mancato.

 

Pif quali erano le tue aspettative su questa giornata di cui tanto si è parlato?

«Se mi chiamano per fare un evento del genere non mi chiedo quanta gente verrà o se avrà successo, secondo me non c'era un sacco di gente ma il fatto di esserci così tante sedie vuote ha dato maggiore risalto alle assenze. Per essere una prima manifestazione va bene così. La diretta streaming ha diminuito l'affluenza e poi il caldo ha scoraggiato».

Da siciliano doc cosa pensi di eventi di questo tipo?

«Penso che sia vera la frase pronunciata da un ragazzo, è vero quanto dicono gli spagnoli: "noi abbiamo avuto successo non perché abbiamo avuto una gerarchia ma perché c'era un'organizzazione". Tutti i movimenti dicono in linea generale la stessa cosa».

Dunque secondo te in movimenti di questo genere non c'è una vera organizzazione?

«No, non c'è perché ognuna la pensa in modo diverso dall'altro, è complicato dirlo, probabilmente le ideologie in Italia non funzionano e non aiutano. Io sono per alimentare qualunque movimento, più movimenti ci sono e più fanno qualcosa».

Se ci sarà un altro appuntamento delle Forchette rotte verrai di nuovo?

«Se sono libero si, io nella vita faccio un altro lavoro ma seguirò le Forchette rotte come seguirò gli altri movimenti. Certo se fossero uniti sarebbe meglio, banalmente l'unione fa la forza invece tutte forze si disperdono in vari gruppi».

Giulia perchè oggi gli indignati siciliani non si sono presentati?

«Secondo me non importa molto la quantità ma la qualità, abbiamo sentito tantissimi interventi carichi di energia di voglia di cambiare, siamo tutti d'accordo sul fatto che la classica politica di oggi non risponde. Non basta più indignarsi ma attivarsi in prima persona. La giornata di oggi serviva a questo, a lanciare questo grido per costruire una speranza di alternativa ai partiti di oggi e ad una politica che non risponde ai cittadini. Questa giornata apre in questa direzione, adesso l'importante è essere concreti».

Perché nonostante i 3000 sostenitori sulla pagina Facebook delle Forchette rotte, il tam tam su Twitter e la risonanza mediatica, i giovani oggi non sono venuti a timbrare la loro presenza?

«Muoversi in prima persona è sempre più complicato rispetto ad un "Mi piace" su Facebook. Ci sono anche state molte polemiche in questi giorni che come si è detto oggi sono nate dal noto principio "dividi et impera", cerca di buttare un po' di ombre su un'iniziativa spontanea e genuina per cercare di non avere partecipazione. Io sono anche abituata a fare sit-in di cinque persone per me oggi c'erano molte persone, è andato tutto molto bene ma la sfida più grande è dopo».

Tornerai per il prossimo appuntamento delle Forchette Rotte?

«Magari! E' la prima volta che ho il piacere di venire a Palermo».

Oggimedia ringrazia Giulia e Pif per la disponibilità mostrata e si augura di rivederli ancora al seguito delle Forchette rotte.

Foto del redattore

Sabrina Ferrante