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Orologi siciliani, impazziti!

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Quanti di noi alle sollecitazioni telefoniche di un amico rispondiamo che stiamo per raggiungere il luogo dell'appuntamento?

"Arrivo tra cinque minuti!", mentre in realtà siamo ancora intrappolati nel bel mezzo del traffico cittadino o peggio in faticosa uscita dalla fase rem del nostro sonno!

In questi ultimi giorni, però, il nostro ritardo potrebbe anche avere avuto un altra complicità dovuta ad un'anomalia degli orologi elettronici, in particolare quelli siciliani, che sono andati avanti sino a 20 minuti al giorno in più.

Oggimedia ripercorre l'evolversi dell'anomalo fenomeno, ascoltando la testimonianza di Francesco Nicosia, perito della ST Microelectronics di Catania, il primo siciliano ad accorgersi dell'eccezionale evento.

Francesco, in queste ultime settimane, gli orologi elettronici di tutta la Sicilia sono andati avanti di parecchi minuti, come intuisci questo accadimento tanto singolare?

«La strana anomalia mi era stata segnalata da mia moglie Daniela; mi raccontò di aver sistemato gli orologi elettronici di casa perché avanti di circa 15 minuti. Trascorsero alcuni giorni e non ho dato molta importanza alla vicenda. La notte del 24 maggio, durante un temporale, un fulmine colpì l'antenna centralizzata di casa mia, provocando parecchi danni. Notai che gli orologi digitali erano avanti di diversi minuti ed associai questa anomalia alla caduta del fulmine nella nottata. Ovviamente, nonostante gli orologi venivano regolarmente sistemati, il giorno era categoricamente di 10 o 15 minuti in avanti. Da quel momento incominciai a chiedere ai vicini di casa, agli amici residenti nella provincia di Catania se manifestavano lo stesso problema e, tanti di loro, mi risposero di si. Era il 6 giugno ed io e il mio collega Andrea, avevamo la certezza assoluta che il problema era oramai di carattere generale».

Quando ti accorgi di non essere il solo a notare questa anomalia, come procedi?

«Io ed Andrea inviammo e-mail di segnalazione a diverse testate giornaliste mentre su Internet trovammo solo una timida segnalazione di una ragazza. Scrivo un commento su Facebook e, in pochissimo tempo, ricevo diverse condivisioni da parte di parenti ed amici. Dal fruttivendolo all'impiegato di banca, tutti avevano lo stesso problema. Il caso si faceva interessante anche perché avevo la conferma che io ed Andrea eravamo i primi ad accorgerci della strana anomalia degli orologi impazziti ed eravamo certi che il problema non era più solo catanese ma bensì siciliano; la curiosa notizia era diventata di dominio pubblico».

In prima istanza, quale spiegazione attribuisci al singolare fenomeno?

«In funzione alla scarsa documentazione trovata, associo il tutto ad una causa elettromagnetica/astrofisica. In quei giorni, forti tempeste solari avevano colpito il nostro pianeta e avrebbero potuto causare anomalie in apparecchi elettronici discreti e non solo. La mia razionalità mi porta a trovare soluzioni più ragionevoli e scientificamente più logiche».

In realtà, di cosa si è trattato?

«Il problema, con molta probabilità, era legato ai lavori di manutenzione al grosso cavo di distribuzione che collega la Sicilia alla Calabria. Questa era la soluzione più attendibile che tuttora ha avuto conferme da tutti gli enti scientifici e non, che sono stati chiamati in causa».

Continuiamo l'intervista con il dott. Maurizio Di Paola, esperto in elettronica e telecomunicazioni.

Dott. Di Paola, è possibile attribuire la causa di questo singolare evento anche ad altri fattori?

«Ritengo sia probabile che la causa di tutto sia stato il fattore "Distribuzione Energia". Le centrali fotovoltaiche e, soprattutto, quelle eoliche, possono generare frequenti disturbi elettrici nelle frequenze armoniche a quella base di 50 Hz. In situazioni normali la Sicilia produce un quantitativo a pieno regime di energia che viene distribuita all'intera regione ed al continente; in quella situazione si aveva un numero ridotto di centrali funzionanti, con l'unica eccezione per le reti fotovoltaiche ed eoliche che generavano energia e disturbi non più "spalmati" per l'intero territorio nazionale ma bensì solo per la Sicilia intera».

Oggimedia si congeda dagli intervenuti e li ringrazia per la loro gentilissima disponibilità.

Foto del redattore

Melania Costantino