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Oggimedia intervista gli ideatori de "Il Palindromo", nuovo trimestrale di approfondimento culturale

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il_palindromo

Il Palindromo è una nuova rivista illustrata di critica storica, culturale e letteraria, distribuita gratuitamente sul web. È possibile leggerla direttamente sul sito: http://www.ilpalindromo.it/ o scaricarla in pdf, formato compatibile anche con la maggior parte dei lettori e-book. Ideata da quattro ragazzi palermitani, la pubblicazione si presenta come un prodotto di qualità, estremamente curato e interessante. Ogni numero viene dedicato a un particolare argomento, affrontato da diverse angolazioni e approfondito mediante rubriche specifiche. Per saperne di più, abbiamo intervistato due dei fondatori: Nicola Leo e Carlo De Marco.

 


Il vostro trimestrale è distribuito in formato digitale e scaricabile. Avevate pensato sin dall’inizio a questo tipo di distribuzione? 

Carlo: «Sì, perché in questo modo possiamo arrivare al più ampio numero di lettori possibile, cosa che ovviamente sarebbe enormemente complicata e costosa da realizzare con il cartaceo».

Nicola: «Il formato digitale che abbiamo scelto non è quello del classico sito-contenitore, ma abbiamo pensato che fosse più bello e funzionale, per la nostra idea di rivista, creare un vero e proprio e-book sfogliabile online o scaricabile su qualsiasi supporto elettronico».

Parlateci un po’ del progetto: gli obiettivi che vi siete posti, i programmi per il futuro.

Carlo: «La principale caratteristica de Il Palindromo è quella di scomporre un determinato macro-tema, attraverso prospettive diverse e interdisciplinari, pur in un contesto generale di indirizzo storico, consentendo agli autori di esprimersi attraverso le proprie specifiche competenze nella massima creatività. Stesso discorso vale per i saggi e per le illustrazioni».

Nicola: «L’obbiettivo è quello di raggiungere più lettori possibili, pur sapendo che il taglio della rivista non è propriamente divulgativo. Dove saremo tra due anni non possiamo prevederlo, ma la nostra ambizione è quella di creare una comunità non auto-referenziale di autori/lettori, che sviluppi idee e passioni condivise, in grado di porsi oltre gli schemi interpretativi del secolo scorso».

A chi si rivolge la vostra rivista?

Nicola: «Volevamo realizzare la rivista che ci sarebbe piaciuto leggere, una sorta di laboratorio di idee e immagini, che guardi in maniera privilegiata ai giovani e che voglia coinvolgerli direttamente nel progetto».

Carlo: «La seconda sezione della rivista, dedicata alla saggistica, è aperta ai contributi di quanti vogliano proporci i loro scritti».

Come vedete l’attuale situazione dell’editoria in Italia?

Nicola: «La situazione non è certo delle più rosee. Il settore è in perenne crisi, ma al contempo è molto vivace e ricco di proposte interessanti, tra le quali speriamo di poter rientrare anche noi. Effettivamente, visti i tempi che corrono, la nostra “scesa in campo” sembra davvero una lotta contro i mulini a vento… ma a noi piacciono le sfide. Non a caso nella copertina del primo numero c’era un don Chisciotte!»

Statisticamente, siamo uno dei paesi occidentali dove la gente legge di meno. Cosa c’è che non va?

Carlo: «Nulla accade per caso. Questa situazione è il risultato di un costante processo di diseducazione all’approfondimento critico, che ha portato la televisione a essere l’unico vero veicolo d’informazione della società».

Vi ringrazio per la disponibilità e vi auguro tutto il bene possibile per la vostra iniziativa.

Nicola: «Grazie a voi per lo spazio e il tempo accordatoci».

Fonte foto: Nicola Leo

Giuseppe Aguanno