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La cultura sportiva ...scuola di vita: Pablo Martin Ledesma, calciatore del Catania Calcio, risponde agli aluni dell'istituto Michelangelo di Scordia

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24 Maggio 2011

Pablo Martin Ledesma - giocatore del Calcio Catania S.p.A. - ospite speciale del seminario "La Cultura Sportiva …Scuola di Vita" tenutosi martedì 24 maggio con gli alunni dell'istituto Michelangelo di Scordia, in provincia di Catania.

Ad aprire il seminario, presso il Centro Sportivo Gymnica di Scordia, è stata la moderatrice del progetto Dott.ssa Vincenza Bifera. Presenti anche Carmelo Musumeci, Presidente della C. Catania Beach Soccer, il dott. Angelo Agnello, sindaco di Scordia, ed in rappresentanza delle forze dell’ordine sono intervenuti: il Capitano Francesco Di Costanzo, Comandante Compagnia Carabinieri di Palagonia, Emilio Ruggeri, Ispettore Capo Polizia Stradale, Comandante Salvatore Todero, Comandante stazione Vigili Urbani Scordia e ancora il Professore Pippo Maugeri, Direttore Facoltà Scienze Motorie, e il Dott. Lino Gurrisi, Dottore di Ricerca Della Facoltà Scienze Motorie di Catania.

Hanno partecipato anche la Dott.ssa Lucy Gullotta per l’agenzia stampa I-Press, la Dott.ssa Mariagrazia Zitelli, Psicologa della F.I. G.C e Pablo Martin Ledesma, attesissimo giocatore del Calcio Catania S.p.A..

Il seminario è stato tutto incentrato sul rispetto dell’avversario, delle regole e delle più comuni norme comportamentali nello sport e non solo, tutte caratteristiche giudicate di fondamentale importanza per una promettente e futura evoluzione dell’ambito sportivo che spesso viene negativizzato con atteggiamenti nefasti e violenti.

Di seguito Oggimedia vi trasmette alcuni interventi dei presenti all'incontro.

Il primo cittadino di Scordia, Dott. Giovanni Agnelli, si è così espresso:

«Si discute ancora di violenza! Interrogatevi ed interroghiamoci. C’è civiltà solo se siamo capaci di rispettarci gli uni con gli altri. Il sentimento di civiltà ed il senso civico ha bisogno di essere coltivato come si fa giorno per giorno con una giovane piantina. E', in primis, una delle più grandi palestre di vita di concerto alla disciplina, anch'essa importante. Poi è necessario essere costanti e possedere mens sana in corpore sano al fine di poter raggiungere i propri obbiettivi, ricordandosi di non peccare mai d'arroganza».

L’intervento del Dott. Lino Gurrisi:

«Parlate con i vostri genitori di questi argomenti, dialogate anche con gli amici. Esprimo, inoltre, profonda gratitudine alle forze dell’ordine e soprattutto faccio i più vivi complimenti ai miei alunni che mi rendono fiero di loro».

La Dott.ssa Lucy Gullotta parla della tifoseria e racconta la magnifica esperienza dell'amicale "terzo tempo":

«Nel mondo dello sport abbiamo bisogno di un tifo positivo, il sostegno della squadra non significa fomentare la violenza, evitiamo i cori, soprattutto quelli razzisti e, infine, partecipamo sempre al "terzo tempo" per stringere la mano al nostro avversario».

Dott.ssa Mariagrazia Zitelli si confronta con gli alunni presenti in sala:

«Lo sport è malato, soprattutto il calcio dove lo stadio è considerato ormai zona franca. Voglio fare un appello in particolare a voi studenti, "impegnatevi a fortificare il rispetto per l’avversario, non accoglietelo come nemico" e speriamo che le istituzioni, a fronte di quanto continua ancora ad accadere nei nostri campi da gioco, continuino a studiare come intervenire per non soccombere alla violenza. L'incontro di quest'oggi deve essere sostenuto e continuato, poichè può veramente fornire gli strumenti adatti per migliorare molti aspetti negativi di un problema tanto annoso».

Dott. Carmelo Musumeci parla di Beach Soccer:

«Parlo di sport e nello specifico di Beach Soccer abbinato a questo progetto perché, lo stesso, ha come regola principale il rispetto per l’avversario. In questo sport una giornata tipo è fatta d'aggregazione tra le squadre e dopo la partita si ritorna a stare insieme ed essere amici. Uno sport che si gioca sulla sabbia ma che ha delle regole ferree; il semplice contatto tra due avversari è visto con assoluta penalità. Mi aspetto, per questo, molta partecipazione dei ragazzi e mi aspetto la presenza delle famiglie per un tifo sano che sia da esempio e mi aspetto che questo progetto porti al risultato della vittoria nella vita e nella capacità di relazionarsi in modo sano e rispettoso con gli altri».

Pablo Martin Ledesma ( Giocatore Calcio Catania S.p.A. )

Atteso ed amato dai tifosi del Calcio Catania, interviene e si relaziona con un botta e risposta con gli alunni del istituto Michelangelo di Scordia, lasciando gli astanti presenti in sala comprensibilmente fieri di avere giocatori professionisti di così alto senso morale, un vero esempio in campo e nella vita.

Un allievo dell’istituto gli chiede:

Durante la sua carriera calcistica c’è stato un momento in cui si è vergognato della squadra che rappresentava?  - e ancora - quanti sacrifici ha fatto per diventare un giocatore di seria A?

Pablo Martin Ledesma :«Mai…non mi sono mai vergognato, quello che ho fatto nella vita l’ho sempre fatto con il cuore, alla vostra età anche io amavo andare in discoteca eppure avevo una disciplina da seguire e cosi alle ore 22,00 ero già a letto perchè mio padre ci teneva molto al rispetto delle regole e questi sacrifici e le rinunce mi hanno portato fino a quì. Quando si hanno degli obbiettivi veramente importanti da raggiungere bisogna sempre fare sacrifici, affinchè il traguardo giunga prima o poi. Per me lo sport significa amicizia, rispetto per l’avversario, rispetto per il compagno di squadra, per ogni partecipante al gioco. Ringrazio sempre la mia famiglia che mi ha aiutato a diventare calciatore, forse in un futuro pochi si ricorderanno di me come calciatore, ma la cosa più importante e che si ricordino cosa è stato Ledesma come uomo».

Foto del redattore

 

 

 

 

 

 

Maria Narciso