La madrina dell'evento, Vladimir Luxuria: «Nun nn'amma ammucciari cchiù!»
Palermo 22-05-2011. Si è conclusa ieri sera, con un grande concerto in piazza Castelnuovo, la seconda edizione del "Palermo Pride", manifestazione legata all'orgoglio omosessuale, che ha visto scendere in piazza circa 20.000 partecipanti.
La "pride parade", lungo corteo color arcobaleno animato da "carri" e musica, è partita alle 15 da piazza Magione e, attraversando le strade principali della città, è arrivata fino a piazza Castelnuovo, dove si sono conclusi i festeggiamenti. Madrina dell'evento è stata Vladimir Luxuria, che nel suo intervento sul palco ha inneggiato all'orgoglio omosessuale con le parole «Nun nn'amma ammucciari cchiù!».
Oggimedia l'ha incontrata per i suoi lettori.
È passato un anno esatto dal primo "Palermo Pride", come ha trovato oggi Palermo e soprattutto i palermitani?
«All'inizio ho avuto un po' di paura perché il cielo era grigio e pioveva e pensavo potesse scoraggiare un po' di gente, invece non solo non ha scoraggiato ma c'era più gente della prima edizione. È la dimostrazione che alla gente che ha partecipato l'anno scorso è piaciuto e le persone che l'anno scorso non hanno trovato il coraggio per venire, quest'anno hanno trovato la forza di venire. La pioggia non ci ha fermato, ci vuole ben altro per fermarci».
Perché secondo lei nel 2011 si devono ancora sentire in giro parole come "omofobia"? Perché c'è tutta questa diffidenza nei vostri confronti da parte di quelle persone che si definiscono "normali"?
«Credo che ci siano delle persone che hanno se stesse come modelli, credendo di essere la perfezione e tutti quelli che si scostano dai loro modelli sono da considerarsi diversi e quindi inferiori. Eterosessuali, bianchi, possibilmente borghesi, tutto quello che si discosta è diverso e inferiore. Altre volte per una loro omosessualità repressa, quindi rosicano quando vedono l'omosessualità liberata in un altro, altre volte perché c'è questa stupida teoria che temono di essere scambiati anche loro per gay visto la vicinanza di un gay».
Visto la grande affluenza di partecipanti a questa manifestazione a Palermo e visto il fatto che il 25 giugno il Pride si sposterà a Napoli, pensa che questa possa essere considerata una specie di "rivoluzione dal basso", inteso come sud Italia, per i diritti degli omosessuali?
«Io credo che non esiste un sud arretrato e un nord più evoluto, gli argentini non sono diversi dai siciliani, e intanto lì esiste il matrimonio gay. La gente cambia, cambia idea e si evolve, quello che non cambia sono i "dinosauri della politica" che sono sotto gioco del Vaticano».
Foto del redattore
Antonello Ciccarello
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“Palermo pride 2011”, la città si dipinge di arcobaleno













