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"Sopravvissuti". Gli autori parlano del romanzo ai microfoni di Oggimedia

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Abbiamo intervistato per voi Leonardo Moretti e Matteo Cortini, autori di “Sopravvissuti”, romanzo horror da poco recensito sulle nostre pagine, che sta raccogliendo ottimi responsi di critica e di pubblico.

 


Partiamo dal vostro gioco di ruolo, “Sine Requie”. L’idea di questa ambientazione, che miscela storia alternativa e horror, da dove è nata?

Leonardo: «Volevamo percorrere un sentiero non ancora battuto; quello degli zombie e della seconda guerra mondiale. Nel periodo non c'era davvero nulla del genere… Molti editori, allora, non hanno voluto produrre il gioco perché poco commerciale, col senno di poi hanno preso un bel granchio!»

Nel mondo di "Sopravvissuti" sembra che solo le organizzazioni statali di tipo totalitario siano riuscite a resistere all'apocalisse. Cosa ci dite in proposito?

Matteo: «"Sine Requie" è un mondo horror. E ha vari livelli di orrore che possono essere affrontati... i Morti sono solo il pretesto per il cambiamento, mentre l'orrore grande del mondo di “Sine Requie” sono i vivi! Oltre ai Morti, risorgono, infatti, le grandi dittature che l'uomo ha creato: teocrazia, comunismo, nazismo...  L'uomo, per sopravvivere, ha dovuto rinunciare a qualcosa. Anche nelle Terre Perdute, dove regnano l'anarchia e le forme di governo tribale, il nostro protagonista si troverà a chiedersi a cosa è disposto pur di sopravvivere e quanto possa costare mantenere la propria umanità!»

Come nascono i personaggi di “Sopravvissuti”, quali sono le idee alla base?

Leonardo: «Senz'altro la lettura di tantissima letteratura di guerra “vera”, come racconti di reduci delle guerre mondiali, storie di prigionia nei campi di concentramento e in generale libri di vita vera ai limiti della sopportazione umana. Poi chiaramente c'è il background di studi. Il nostro percorso è quello dello studio del comportamento umano per me, come psicologo e psicoterapeuta, e di quello animale per Matteo, come veterinario e comportamentalista. Questi due campi della scienza hanno contribuito a ispirarci nella creazione di personaggi che reagiscano agli eventi in maniera credibile.»

Matteo: «Un certo realismo psicologico è una nostra fissazione, e un motivo di discussione e delusione ogni volta che vediamo un film o leggiamo un libro che non tiene conto delle vere reazioni umane, ma butta lì le solite “reazioni da film” irreali e stereotipate, che rendono l'opera scontata, falsa e superficiale. Nel gioco di ruolo trattiamo quello che noi chiamiamo “Fantarealismo”.»

Vi ringraziamo per la vostra disponibilità a nome di Oggimedia e vi facciamo i migliori auguri per tutti i progetti legati al mondo di “Sine Requie”.

Leonardo: «Grazie mille a voi per questa intervista. Un caro saluto a tutti i lettori di Oggimedia e, in generale, a chiunque ancora legge!»

Matteo: «…E mi raccomando, quando la sera andate a letto, aguzzate l'udito e, se sentite passi in lontananza, nascondetevi sotto le coperte, El Santiago sta venendo a prendervi!»

Fonte foto: Matteo Cortini e Leonardo Moretti

Giuseppe Aguanno