OGGIMEDIA.IT

News, curiosità e tendenze sul web

Sei su: Le Interviste “Non abbiate paura”;Biagio Conte, missionario laico, racconta Giovanni Paolo II

“Non abbiate paura”;Biagio Conte, missionario laico, racconta Giovanni Paolo II

E-mail Stampa PDF
Condividi su : FacebookGoogleTwitterhttp://www.wikio.itDiggGurura
Giovanni-Paolo-II
Nel giorno della sua beatificazione, Biagio Conte ricorda Giovanni Paolo II
Donne sole, donne accompagnate da uno o più bambini, uomini giovani, uomini un po' più in là con gli anni, atei, cristiani, musulmani. Sono tante le persone messe in fila che aspettano il loro turno per poter parlare con Biagio Conte, per cercare conforto e speranza nelle parole del missionario palermitano, tra le mura di una delle sue strutture di accoglienza.
Tante persone, tante culture, tante religioni come quelle che ha conosciuto, incontrato, per le quali ha pregato Giovanni Paolo II, quel "Papa venuto da lontano" che Fratello Biagio vuole ricordare nel giorno della sua beatificazione, una delle più brevi nella storia della Chiesa.

 Conte, che significato assume la beatificazione di Giovanni Paolo II?

‹‹Giovanni Paolo II ha lasciato una grande e profonda testimonianza nei cuori di tutti noi, sia in quelli che credono sia in quelli che non credono. Cosi come nostro Signore Gesù Cristo ha dato la vita per tutti noi, anche lui ha fatto lo stesso. In un modo diverso, infatti, ha dato la vita per l'umanità, per questa società. La sua beatificazione rappresenta, dunque, un esempio visibile e tangibile della sua straordinaria vita di uomo e di Papa. Quest'Italia, quest'Europa hanno avuto un testimone eccezionale. Io lo vedo cosi, io lo sento cosi e oggi nella fede che vivo mi succede ancora di più››.

Cosa ha rappresentato per lei la testimonianza di Giovanni Paolo II?

‹‹Io in passato ero un giovane che, come molti, correva dietro al 'dio consumismo' e al 'dio materialismo'. Pensavo che sapere di scienza, filosofia, psicologia sarebbe stato sufficiente per farmi conoscere il mondo. Ma cosi non è stato. Sentivo, infatti, che alla mia vita mancava qualcosa di importante, di vitale e quel qualcosa era la fede. Una fede verso Dio che in parte ho abbracciato e accolto dentro di me grazie a Giovanni Paolo II››.

Come reputa il suo pontificato durato più di un quarto si secolo, quasi 26 anni e mezzo?

‹‹Giovanni Paolo II è stato sicuramente un Papa diverso da altri. Ha viaggiato tanto, visitando posti che nessuno dei suoi predecessori aveva mai visitato. Ha incontrato diplomatici, capi di Stato, esponenti di varie culture e religioni. Ha combattuto in prima persona il potere, alcune forme di potere come il comunismo e alcune forme di violenza come quella mafiosa. E' arrivato ai cuori di tutti e soprattutto dei giovani, ' Non abbiate paura', diceva sempre lui››.

Come considera l'operato fin qui del suo successore?

‹‹Papa Wojtyla è stato un uomo mandato da Dio cosi come il successore, Benedetto XVI, il quale - con un carisma particolare - rappresenta un grande testimone e un grande esempio di continuità nella storia della Chiesa››.

Qual è il ruolo della fede nella società di oggi?

‹‹Questo momento storico, purtroppo, vede un indebolimento, uno sgretolamento delle radici cristiane. Ma è proprio dal rispetto e dal recupero di queste radici che dobbiamo ripartire. L'uomo non è obbligato a vivere nella fede, può scegliere liberamente di non farlo. Del resto anch'io, in un certo periodo della mia vita, sono stato ateo. Ricordo quella fase della mia esistenza con un senso di vuoto e di sterilità, un vuoto che la fede in Dio ha colmato, donando colore, calore e speranza alla mia vita››.

Fonte foto:aratrice.it

Cosima Ticali