Decidere di fare il medico è una scelta che merita rispetto e ammirazione. Si tratta di un percorso lungo e difficile che alcuni giovani medici siciliani rischiano di non poter proseguire. Il debito contratto dalla Regione nei confronti delle università potrebbe, infatti, tradursi in una riduzione del 40-50% dei contratti aggiuntivi regionali. In altre parole, i posti a disposizione per la formazione specialistica dei neo-laureati dell'isola risulterebbero dimezzati.
Gli aspiranti specializzandi delle facoltà di Medicina e Chirurgia di Palermo, Catania e Messina hanno organizzato delle azioni di protesta per sensibilizzare l'opinione pubblica sulla questione. Lo scorso mercoledì, a Palazzo dei Normanni, una loro delegazione, insieme al Dott. Mazzucco, presidente del Segretariato Italiano Giovani Medici, ai presidi e rettori delle stesse facoltà, ha incontrato gli assessori competenti per discutere sulla possibile riduzione di questi tagli. Oggimedia ha incontrato Salvatore Parisi, rappresentante dei medici palermitani.
Quali sono i motivi della vostra protesta?
‹‹La nostra mobilitazione nasce per protestare contro il taglio dei contratti aggiuntivi regionali che prevede una riduzione del 50% rispetto a quelli messi a disposizione lo scorso anno››.
A cosa sono dovuti questi tagli?
‹‹La Regione, negli ultimi tre anni, ha contratto un debito nei confronti delle università siciliane che pensava di risanare attraverso un piano di rientro.
Non avendo rispettato questo piano, sia a causa degli avvicendamenti al governo regionale sia perché il bilancio della Regione non consente di recuperarlo in tempi brevi, i rettori siciliani, in mancanza di fondi, potrebbero dimezzare le borse di studio riguardanti i contratti aggiuntivi regionali. In altre parole, molti giovani medici non avrebbero la possibilità di specializzarsi e, quindi, di proseguire la propria formazione, indispensabile per l'inserimento nel mondo del lavoro››.
Il problema riguarda solo la Sicilia?
‹‹In generale, la condizione economica delle università italiane è da vedere in un contesto di decreto Gelmini e Mille Proroghe che hanno portato e porteranno a nuovi tagli e a una serie di mancati finanziamenti rispetto allo scorso anno. Nello specifico, noi studenti siciliani risultiamo essere maggiormente penalizzati. In altre regioni, infatti, alcuni posti vengono banditi da enti privati, case farmaceutiche, banche mentre la nostra unica risorsa è rappresentata dai posti regionali››.
Quali le vostre richieste?
‹‹Noi, grazie alla mediazione e all'appoggio del Segretariato Italiano Giovani Medici, invitiamo i competenti assessorati del Bilancio e della Sanità a impegnarsi nel reperimento dei fondi necessari a finanziare i contratti aggiuntivi regionali e nel risanamento del debito contratto dalla Regione nei confronti delle università››.
Avete avuto risposte utili da parte delle autorità competenti?
‹‹ Le autorità competenti si riuniranno in questi giorni per approvare il Bilancio della Regione.
La situazione non è delle più semplici. Il Governo regionale, infatti, sta ancora trattando con lo Stato circa la possibilità di utilizzare i fondi FAS, Fondo per le aree sottosviluppate, per coprire il debito sanitario. Alla luce di queste difficoltà, la soluzione più probabile sembra quella di una riduzione dei tagli alla formazione del 25-30%. Si tratta di una proposta attuabile solo tramite una convergenza tra la Regione stessa e le università. In attesa dei prossimi sviluppi, ci auguriamo di non dover pagare in prima persona i disastri finanziari della nostra Regione. Speriamo, dunque, di poter avere la possibilità di specializzarci, perché "senza specializzazione non siamo niente e nessuno"››.
Foto del redattore
Cosima Ticali
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Scendono in piazza gli specializzandi di Medicina e Chirurgia di Palermo:“Senza specializzazione non siamo niente e nessuno”













