Per quanto riguarda il romanzo, l'autore ha raccontato di un iter durato circa sette anni prima di arrivare alla stesura definitiva della storia, grazie anche all'incoraggiamento dell'amico regista Fausto Brizzi. E' la storia di un cantante che all'inizio degli anni ottanta si affaccia nel panorama musicale con una canzone, che dà il titolo al romanzo, ottenendo un discreto successo. Successo che però non viene confermato, situazioni grottesche e drammatiche non gli permetteranno la piena realizzazione. Nel protagonista, dunque, scaturisce una certa rabbia, tutto ciò che non è stato lo spingerà ad assumere una condotta moralmente discutibile. L'autore ha precisato che si tratta di un romanzo non autobiografico ma con un finale a sorpresa.
Oggimedia ha partecipato alla presentazione di "Che giorno sarà" che si è tenuta alla libreria Feltrinelli di Palermo.
Hai evidenziato che non è un libro autobiografico e che si tratta della tua non storia ma c'è qualcosa del protagonista del romanzo che ti assomiglia?
«La cosa intrigante è che io non so come sarei stato se le cose non mi fossero andate bene, forse sarei stato una persona peggiore, è facile essere delle belle persone quando il mondo ti sorride e tutti ti vogliono bene. Il personaggio vive qualcosa che a me per fortuna non è successa».
Hai fatto musica, teatro e televisione, quale tra tutte le esperienze lavorative ti è piaciuta di più e quale ti è piaciuta di meno?
«A me piace raccontare delle storie, mi piace dimostrare che la vita di ogni essere umano potrebbe diventare la sceneggiatura di un bel film o l'architrave di un grande libro. Questo l'ho sempre fatto con le mie canzoni. La televisione è qualcosa di diverso, me l'hanno proposta per caso e all'inizio non mi interessava, è un mondo spietato, crudele e molto competitivo. Scrivere è molto affascinante, lo è perché in tutte le cose che io faccio, è l'unica cosa che fai essendo certo che la persona che ti seguirà sarà da sola in quel momento. Noi guardiamo infatti la televisione con chi ci capita e cantiamo insieme agli altri durante i concerti, ma quando leggiamo un libro siamo da soli se non fisicamente di sicuro interiormente».
Da giudice di X Factor hai toccato con mano cos'è un talent, secondo te è l'unico mezzo per sfondare nella musica?
«Naturalmente no, tutti i talent hanno un punto debole ed è quello di non riuscire a valorizzare le band. Io nasco come band, la maggior parte dei cantanti ha iniziato a suonare in un gruppo, tra amici e all'interno di una cantina. Sono contento di aver fatto X Factor ma resto convinto che il successo più bello lo ottieni creando una band, iniziando a girare i piccoli locali per arrivare a quelli più importanti finché un manager non ti scopre e ti porta in studio. Questo è il più bel film. Certo poi ci sono altre strade, per anni c'è stato solo il Festival di Sanremo che offre pochi minuti di visibilità, molti dei giovani che lo vincevano sparivano l'anno dopo ma in quel venti per cento ci sono stati Ramazzotti e Laura Pausini che sono rimasti. I talent offrono maggiore visibilità ma hanno come limite quello di creare dei successi molto forti e non sempre duraturi perché due mesi dopo esce il talent successivo e spazza via quelli precedenti».
Hai detto di aver lavorato molti anni prima di arrivare alla stesura definitiva del romanzo, ti è rimasto un entusiasmo tale da farci pensare che tornerai a scrivere?
«Il ghiaccio ormai è rotto, scrivere è molto affascinante, soprattutto a penna, ti dà l'impressione di essere direttamente collegato al flusso dei tuoi pensieri. Io spero di poter fare ancora tante cose».
Se dovessi scegliere e salvare una sola attività tra musica, televisione e scrittura, cosa salveresti?
«Senza dubbio il concerto. La sensazione che hai quando si sta per aprire il sipario è unica, senti il brusio delle persone, le luci sono spente poi all'improvviso il sipario si apre, si accendono le luci e inizi a cantare, qualcuno è felice perché tu stai cantando e lo fa insieme a te, questa è la sensazione più forte che io abbia provato da quando sono nato».
Foto del redattore
Sabrina Ferrante
| < Prec. | Succ. > |
|---|
Palermo: Enrico Ruggeri presenta "Che giorno sarà"













