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Lampedusa: Oggimedia intervista Tommaso Della Longa, Portavoce della CRI (Croce Rossa Italiana)

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Lampedusa, 25 marzo 2011. In questi giorni, sull'isola di Lampedusa si contano più di 4.500 tunisini. Il Centro di Prima Accoglienza ne può contenere un massimo di 1.000 pertanto, sono migliaia i migranti che, attualmente, sono costretti ad accamparsi sul molo commerciale della stazione marittima, esposti al freddo e, in pessime condizioni igienico-sanitarie, attendono, con pazienza, di essere trasferiti in altri centri, ancora da definire con certezza.

Solidalmente partecipi alle condizioni critiche che patiscono i migranti magrebini, Oggimedia rivolge un'intervista a Tommaso Della LongaPortavoce della Croce Rossa Italiana.

La Croce Rossa Italiana da quanti giorni si trova a Lampedusa?

«Ci troviamo a Lampedusa dall'inizio dell'emergenza; abbiamo allestito il Posto Medico Avanzato poco meno di un mese fa. Dapprincipio eravamo sul molo Favarolo; una volta scoppiata l'emergenza, dal momento in cui il Centro di Prima Accoglienza si è riempito del tutto, abbiamo trasferito il Posto Medico Avanzato sul molo commerciale della stazione marittima».

Quanti volontari della CRI sono presenti sull'isola?

«In questo momento siamo 18 (3 medici, personale specializzato di infermieri e soccorritori)».

Relativamente al gran numero di migranti, ritieni sia necessario incrementare il numero dei volontari?

«All'inizio eravamo in dieci. Quando la situazione è peggiorata abbiamo ampliato il numero dei volontari. Nell'eventualità in cui la situazione dovesse presentarsi più critica il numero può essere aumentato in qualsiasi momento perché abbiamo, per questa emergenza, una Long List di più di 1.000 persone, pronte a partire da ogni angolo dell'Italia».

Attualmente, quanti migranti vivono all'addiaccio?

«Sono circa 2.000 i tunisini che vivono sotto la pioggia ed esposti al freddo della notte. Senza alcuna copertura, acqua corrente, servizi igienico-sanitari, sono accampati nelle grotte, nei bunker della seconda guerra mondiale o dormono per terra. La CRI è l'unico presidio H24 sull'isola. Siamo l'unico punto di riferimento per loro».

Quali sono le condizioni di salute dei migranti tunisini?

«La loro fortuna e la nostra come sistema è che sono tutti ragazzi molto giovani tra i 20 e i 35 anni, sommariamente in buone condizioni di salute. Una volta giunti sull'isola, gli unici problemi che manifestano sono l'ipotermia e la disidratazione dovuta al viaggio».

In particolare, di cosa hanno bisogno?

«Appena arrivano ci occupiamo della prima assistenza sanitaria e umanitaria al molo. Facciamo uno screening dei casi più urgenti. Li soccorriamo con le coperte termiche, vestiti asciutti, acqua e cibo. Lampedusa rimane il primo approdo sicuro per i migranti che arrivano in Europa e quindi dobbiamo garantirgli un'accoglienza dignitosa e, dall'altra parte, sottolineiamo le difficoltà della comunità lampedusana che giustamente è stressata e sfiancata da questa situazione».

In questi giorni abbiamo sentito parlare dell'esplosione di un'epidemia, è una notizia vera?

«Non abbiamo parlato di epidemia. Le condizioni degli immigrati che vivono presso il molo commerciale della stazione marittima sono inaccettabili e dato che non ci sono i migliori requisiti igienico-sanitari questa situazione potrebbe essere pericolosa».

La crisi dell'acqua si è risolta?

«Da oggi sino a giugno arriverà una fornitura di acqua straordinaria per tutta l'isola».

Oggimedia si congeda da Tommaso Della Longa, augurandogli buon lavoro.

 

Fonte Foto: Facebook - Tommaso Della Longa, Portavoce della Croce Rossa Italiana

Melania Costantino