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L'urlo dei pescatori di Lampedusa

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L'isola è in ginocchio. Anche i pescatori protestano

Lampedusa. La tensione sull'isola è sempre più alta. Mentre in questi giorni le difficoltà condizionate dal numero sempre più rilevante di immigrati ha raggiunto proporzioni preoccupanti, da settimane, anche i pescatori dell'isola sono in rivolta.

Oggimedia intervista il Segretario del Comitato Spontaneo dei Pescatori, Pietro Riso, disponibile a sottolineare le cause dei loro disagi.

Sebbene l'isola di Lampedusa stia attraversando uno dei peggiori momenti mai vissuti negli ultimi anni, quali sono i problemi che vi hanno indotto a formare il Comitato Spontaneo dei Pescatori?

«Il 5 febbraio del 2011, ancora prima che si verificassero gli sbarchi di immigrati nella nostra isola, insieme a diversi pescatori, abbiamo formato il Comitato Spontaneo dei Pescatori. Il problema principale che ci affligge da anni è il caro gasolio che ha messo in ginocchio tante famiglie dell'isola. Attualmente, un litro di gasolio lo paghiamo una ventina di centesimi in più rispetto ai pescatori della terra ferma nella provincia di Agrigento. Viviamo in una zona di confine, una zona disagiata, dovremmo avere delle agevolazioni a riguardo e, invece, siamo fortemente penalizzati».

Sig. Riso, potrebbe fare un esempio pratico di quanto pesano, in realtà, venti centesimi in più a litro?

«Certamente. In un giorno, un peschereccio consuma una media 600 litri di gasolio; con i venti centesimi di differenza al litro, in una giornata lavorativa, abbiamo un surplus di 120 euro e, se facciamo la panoramica di un anno, in cui si prevedono 130-140 uscite di pesca, raggiungiamo un totale di 15-20.000 euro di costi aggiuntivi rispetto ai pescatori concorrenti dell'agrigentino. I prodotti petroliferi sono di per sé molto cari, se si aggiungono venti centesimi, siamo al lastrico. Considerando l'abbondanza e la qualità del nostro pesce, potremmo uscire di più per produrre ancora di più ma siamo limitati in quanto cerchiamo di risparmiare al massimo i consumi».

Da quanti anni dura questa situazione?

«Dal 1993, con la liberalizzazione del prezzo del gasolio, i pescatori di Lampedusa sono stati condannati a pagare il gasolio ad un prezzo più alto. Non abbiamo mai capito il motivo e, in tutti questi anni, stiamo lottando affinché questa situazione si sblocchi completamente. Negli anni passati è intervenuto anche l'antitrust ma non si è potuto né capire né risolvere questo grosso problema».

Ne ha risentito anche l'esportazione del vostro pescato?

«Il nostro pescato è uno dei migliori di tutta Italia. Fino a quando i voli dell'Alitalia non venivano soppressi, il nostro pesce era venduto a Milano, Torino e in altre città. Adesso il nostro pescato lo vendiamo solo in Sicilia con un ulteriore perdita di guadagno».

Avete fatto coincidere la vostra rivolta con il periodo invernale in cui, a causa delle avverse condizioni meteo-marine, si è costretti ad uscire di meno?

«Assolutamente no. Non abbiamo preso spunto da scusanti come gli sbarchi dei clandestini e quant'altro».

Sig. Riso, lamentate altre tematiche?

«La continuità territoriale è un altro grande problema. La nave che da Porto Empedocle raggiunge Lampedusa tante volte rimane ferma con la scusa delle cattive condizioni meteorologiche. Secondo noi, ciò avviene per risparmiare il viaggio e nel frattempo i lampedusani rimangono bloccati sull'isola».

Come pensate di risolvere queste difficoltà?

«Sino ad oggi non abbiamo avuto grandi risultati da parte delle Istituzioni. Le manifestazioni hanno dato sicuramente una forte scossa alla faccenda; 70 barche sono rimaste ferme più di 35 giorni nel porto di Lampedusa senza andare a pescare. La ditta "Silvia e figli" che detiene il monopolio del carburante sull'isola, ha tolto 2-3 centesimi al litro, roba di poco ma la differenza rimane sempre alta. Continuiamo la nostra protesta con accanimento e soprattutto con tanta speranza».

Cosa chiede il lampedusano?

«Il lampedusano chiede di nascere a Lampedusa e di morire a Lampedusa ma, con tutte queste grandissime difficoltà, tanti di noi sono costretti ad andare via dalla nostra meravigliosa isola».

Fonte Foto: www.agrigentoflash.it

(Peschereccio della flotta di Lampedusa)

Melania Costantino