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Giusy, prima ragazza down laureata in Italia.“Non tutto avviene per caso”

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Fonte foto: cronachelodigiane.net

Il Prof. Bernardo Spagnolo racconta la laurea della figlia Giusi. Prima ragazza down a conseguire il titolo universitario in Italia.

Due occhi azzurri incorniciati da lenti da vista, uno sguardo contento e rilassato, labbra sorridenti che dispendano baci di ringraziamento. Giusi Spagnolo, 26 anni di Palermo, bacia e ringrazia tutte le persone venute ad assistere alla sua laurea. Proclamata Dott.sa in Beni demoetnoantropologici alla facoltà di Lettere dell'Ateneo palermitano, con la votazione di 105 su 110, è stata la prima donna Down a conseguire il titolo accademico in Italia.

Lo scorso 21 marzo, è stato un giorno di festa e di gioia per lei, circondata dal profumo dei fiori di cui viene omaggiata, dal rumore delle bottiglie di spumante stappate per brindare in suo onore, dai flash delle fotocamere, ma soprattutto dall'affetto della famiglia, degli amici, degli insegnanti che l'hanno seguita e accompagnata fino al raggiungimento del suo obiettivo.

Un grande traguardo raggiunto grazie alla sua forza di volontà e alla sua voglia e alla tenacia di due genitori che hanno cercato in tutti i modi di assecondare i suoi desideri e le sue potenzialità.

Incontriamo papà Bernardo, docente universitario di Fisica, che ci ha raccontato le emozioni vissute quella giornata e un percorso di vita, non sempre facile, iniziato da quando Giusi è nata.

Vedere sua figlia raggiungere questo importante traguardo cosa ha rappresentato per lei?

‹‹Accompagnare Giusi alla conquista di questo obiettivo mi ha riempito di emozione, commozione, entusiasmo e orgoglio. Questa tappa, poi, è coincisa fortuitamente con una ricorrenza particolare, il 21 marzo, infatti, era la giornata mondiale per le persone con sindrome di Down. Come ha ricordato il presidente della commissione, citando Pirandello, non tutte le cose avvengono per caso. Questa è stata la punta dell'iceberg di un percorso, cominciato da quando Giusi è arrivata tra noi, che ci ha coinvolto nel profondo e ci ha aiutato ad essere più uomini e più donne e quindi più genitori››.

Quanto è stato determinate il ruolo di voi genitori in questo percorso?

‹‹Tutti i genitori che si trovano ad affrontare le difficoltà di un figlio, vivono paradossalmente in una situazione privilegiata perché provano a fare sempre meglio e a dare sempre di più.
All'interno dell'associazione, infatti, io mi rivolgo proprio ai genitori. Cerco di infondere loro fiducia e accettazione di se stessi e dei propri figli, perché è proprio da questa accettazione che passa l'integrazione di questi ragazzi all'interno della società››.

Lei è anche un docente universitario, c'è stata sempre apertura e disponibilità da parte delle istituzioni scolastiche?

‹‹Non sempre, abbiamo avuto anche dei momenti di difficoltà. Spesso ci siamo ritrovati a tracciare per primi un sentiero che non era stato tracciato ancora da nessuno.
Ci siamo resi conto, poi, che l'integrazione di questi ragazzi non dipende da loro ma piuttosto dalle persone che a volte hanno difficoltà a relazionarsi con questi giovani. Abbiamo, però, avuto anche dei riscontri positivi, un esempio su tutti è stato l'incontro con Maria Pia Caputo, insegnante di sostegno privata di Giusi, che l'ha accompagnata dalla scuola materna fino alla maturità classica››.

Nei confronti dei ragazzi con sindrome di Down ci si approccia ancora con diffidenza?

‹‹C'è sicuramente una maggiore comprensione all'interno della società e c'è anche una legislazione, come la legge 104, che aiuta l'inserimento scolastico dei ragazzi Down.
L'aumento della sensibilità sociale, però, non risolve in automatico il problema.
E' necessario che i genitori continuino a produrre sempre nuove idee e che le istituzioni le accolgano per consentire a questi ragazzi di inserirsi totalmente all'interno della società, anche attraverso soddisfacenti e paritari impieghi lavorativi››.

Dopo il conseguimento della laurea, quale sarà adesso la tappa successiva che Giusi si è prefissata?

‹‹Giusi è una ragazzina che può sembrare un po' chiusa, ma in realtà è molto ironica e in gamba.
Ci auguriamo e faremo in modo che abbia l'opportunità di trovare un lavoro, attraverso il quale possa sentirsi realizzata. Questo riguarda la vita di ciascuno di noi, ogni uomo e ogni donna, infatti, si sente realizzato solo quando le proprie potenzialità vengono scoperte, sviluppate e potenziate. Giusi, poi, è stata la prima ragazza Down a laurearsi in Italia e la terza in Europa, mi auguro che il suo esempio possa servire da sprono per altri ragazzi e per altre famiglie››.

Non ci resta, quindi, che fare un grosso in bocca al lupo a Giusi per i suoi prossimi obiettivi e per la sua vita di donna in mezzo ad altre donne e altri uomini.

Fonte foto:cronachelodigiane.net

 Cosima Ticali