Libia, un paese spaccato in due: Tripolitania in mano a Gheddafi e Cirenaica in mano ai ribelli. La resistenza del CNT (Consiglio Nazionale di Transizione), senza una linea chiara, né una composizione politica definita, indietreggia. La coalizione, formata dall'Italia, USA, Regno Unito, Danimarca e Francia in testa, ha dato il via ai bombardamenti a cui assistiamo.
Oggimedia intervista un consulente di banca in Libia che, per motivi di sicurezza, desidera mantenere l'anonimato. Per comodità lo chiameremo Mr.X
Mr X, da quanti anni lavora in Libia e perchè non può svelare il suo nome?
Mi occupo da 30 anni di fornire consulenze ad una banca d'investimento. In Libia, nei consigli d'amministrazione, siedono sempre membri dei servizi segreti, non é il caso di rivelare la mia identità.
Come valuta la situazione politica in Libia?
Il regime di Gheddafi é fortemente autoritario ma è altresì ispirato a valori filo-occidentali. Il potere si basa su un flusso di relazoni che, dai livelli più bassi dei consigli di villaggio, attraverso relazioni claniche e tribali, arriva fino ai massimi livelli dello stato. Non é un caso che la regione dove gli insorti sono più forti é la Cirenaica e dove la Senussia (corrente islamica nata nel 1842 NDA) é più sentita. In occidente é difficile inquadrare questa relazione, i media presentano la situazione come uno scontro tra Gheddafi e una resistenza progressista ispirata da valori democratici, ma la situazione é complessa: tra gli insorti ci sono giovani diplomati e laureati per cui l'UE é un miraggio ma non costituiscono una resistenza a Gheddafi in quanto rappresantante di valori diversi. I giovani vogliono essere partecipi delle decisioni in Libia e non cambiare in modo rivoluzionario come i libici di stretta osservanza islamica che sono in maggioranza nel CNT.
La Francia ha riconosciuto per prima il Comitato nazionale trasitorio libico, organo rivoluzionario che si pone come interlocutore alternativo a Gheddafi e ha dato il via ai bombardamenti per prima; lei cosa ne pensa?
Pensa veramente che questa decisione sia casuale e autonoma? O che la Francia si sarebbe accomodata al tavolo d'un fiero pasto senza che qualcuno l'avesse precedentemente invitata? La Francia non si sarebbe schierata tanto velocemente contro Gheddafi senza avere chiare rassicurazioni di un cambiamento politico imminente; secondo me altri paesi sono la mente strategica di questo allineamento della Francia, magari al fine di allontanare la Libia dall'area d'influenza economica mediteranea.
James Clapper, direttore intelligence USA, ha affermato che alla fine il regime di Tripoli prevarrà, cosa ne pensa?
Credo che ci siano buone probabilità che tutto sembrerà cambiare senza che nulla cambi in realtà, probabilmente il figlio di Gheddafi, Al Islam Gheddafi, diventerà presidente della Libia, dovrà dividere il potere con frange fortemente religiose come la congregazione dei Senussi e con i profughi libici, borghesi mercantili che furono scacciati quando Gheddafi conquistò il potere e che saranno fatti ritornare a flotte dagli USA e dall'UE.
Fonte foto:viaggierelax.it
Antonio Scafidi
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