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Comitato Giovanile di Lampedusa: è l'inizio di un popolo che avanza

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Lampedusa. Serrati nella morsa dei reiterati sbarchi di immigrati nordafricani, nasce sull'isola il Comitato Giovanile di Lampedusa.

Logorati dalle sferzanti difficoltà, i giovani del Comitato iniziano a mettere in discussione le problematiche che affliggono Lampedusa, guardando con fiducia ad un futuro migliore.

Oggimedia si rivolge a Tommaso Sparma, giovane venticinquenne lampedusano, portavoce del Comitato Giovanile di Lampedusa, per ascoltare le motivazioni che spingono un gran numero di giovani a rivendicare la propria condizione.

 

Quanto è stato determinante il disagio provocato dagli sbarchi dei migranti tunisini, sulla formazione spontanea del Comitato Giovanile di Lampedusa?

«Preoccupati dal problema dell'immigrazione, da subito siamo stati solidali nei confronti dei giovani tunisini che fuggono dal loro paese ma, nel frattempo, ci siamo resi conto che anche noi, giovani lampedusani, soffocati dagli annosi problemi che affliggono l'isola, siamo costretti a partire per cercare una condizione più agiata, subendo così la sofferenza di un trasferimento. Uniti in questo movimento, mostriamo una grande affinità nei confronti dei migranti magrebrini perché anche noi siamo migranti e come loro chiedono un futuro migliore, anche noi chiediamo, a casa nostra, un futuro più felice».

Quali sono le tematiche su cui si basano i vostri dibattiti?

«Siamo estromessi dalla possibilità di avere una vita normale; per ogni cosa siamo costretti a partire, a prendere l'aereo. Chi ha la possibilità parte ma chi le possibilità economiche non le ha è costretto ad abbandonare i propri sogni».

In particolare, quali disagi vivono i giovani lampedusani?

«Il disagio principale è quello di non poter scegliere gli studi. Sull'isola c'è solo il liceo scientifico e chi è inclinato per altri studi deve per forza partire, a costo di tanti sacrifici da parte delle famiglie. Quando di pomeriggio finiamo di studiare, ci incontriamo per la strada o nelle piazze perché non c'è una struttura o un centro ricreativo che accoglie i ragazzi. Non abbiamo un cinema, un centro sportivo, manca tutto. Vogliamo migliorare il nostro futuro con iniziative concrete che mirino anche alla salvaguardia del nostro ambiente cercando di ottenere altresì, quelle piccole strutture che rappresentano tanto per noi».

Le politiche giovanili a Lampedusa quanto sono state incidenti?

«Negli anni, tanti hanno promesso ma non abbiamo ottenuto niente di concreto».

Il 14 marzo scorso, l'europarlamentare leghista Mario Borghezio e il Presidente del partito di estrema destra Marine Le Pen hanno visitato il Centro di accoglienza di Lampedusa. In contemporanea, il Comitato Giovanile "occupava" la spiaggia della Guitjia. È stata una coincidenza o in realtà si è trattata di una vera e propria protesta politica?

«Da giorni, avevamo organizzato la manifestazione che avrebbe coinvolto i giovani del Comitato. Il caso ha voluto che anche quel giorno fossero presenti anche le due personalità politiche. In realtà il nostro è un gruppo apartitico. Siamo tutti accomunati dalle stesse problematiche e non manifestiamo con una bandiera politica in mano».

Per concludere la nostra intervista, il Comitato Giovanile di Lampedusa quali prospettive si prefigge per il futuro?

«Vogliamo che il nostro gruppo sia più numeroso. Lotteremo tutti insieme per il diritto di rimanere nella nostra isola, per il diritto di godere di tutte quelle potenzialità di cui traggono beneficio tutti gli altri giovani d'Italia. Tante cose che ci spettano per diritto non le abbiamo mai avute e quindi cogliamo l'occasione, approfittando della presenza a Lampedusa di numerosi giornalisti e televisioni provenienti da tutte le parti del mondo, per attirare l'attenzione, urlando con forza e coraggio, tutti insieme, i nostri bisogni e le nostre richieste».

Oggimedia ringrazia Tommaso Sparma e si congeda ascoltando il suono del messaggio inviato da Claudio Baglioni, attraverso Facebook, al Comitato dei Giovani di Lampedusa: ..una voce che è quasi un sospiro, un fiato, un respiro. Ma, se ti aggiungi, sarà un canto sempre più struggente e bello (...) Non vi fermate. Andate avanti. Non mollate. Tenete duro come sapete. Prendetevi la vostra storia. La vostra aria. Il vostro mare. Prendete il vento e non abbiate timore. È fatto dello stesso respiro che vi si agita dentro. Claudio Baglioni

Fonte Foto: Facebook-Lampedusa Comitato Giovanile

Melania Costantino