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150° Anniversario dell'Unità d'Italia

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Italia, 17 marzo 2011. "Non possiamo come Nazione pensare il futuro senza memoria e coscienza del passato. Ci serve, ci aiuta, ripercorrere nelle sue asprezze e contraddizioni il cammino che ci portò nel 1861 a diventare Stato nazionale unitario, ed egualmente il cammino che abbiamo successivamente battuto, anche fra tragedie sanguinose ed eventi altamente drammatici. Vogliamo e possiamo recuperare innanzitutto la generosità e la grandezza del moto unitario: e penso in particolare a una sua componente decisiva, quella dei volontari. Quanti furono i giovani e giovanissimi combattenti ed eroi che risposero, anche sacrificando la vita, a quegli appelli per la libertà e l'Unità dell'Italia! Dovremmo forse tacerne e rinunciare a trarne ispirazione? Ma quello resta un patrimonio vivo, cui ben si può attingere per ricavarne fiducia nelle virtù degli italiani, nel loro senso del dovere comune e dell'unità e nella forza degli ideali" (Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana).

Oggimedia apre questo articolo con uno dei tanti interventi del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e continua ascoltando le testimonianze di alcuni cittadini italiani, in particolare, di Palermo e di Catania che, gentilmente, hanno risposto alle nostre domande.

Oggi si festeggiano i 150 anni dell'Unità d'Italia. Quanto si sente coinvolto da questa ricorrenza storica?

Palermo – Fabio, 51 anni, libraio:

«Parecchio, perché l'Italia, pur essendo la terra delle piccole patrie, ha in comune un immenso patrimonio culturale, unico al mondo, che ne rende particolarissima l'identità. Essa poggia le basi sulla cultura greco-latina, zoccolo duro su cui si è innestato "ogni sapere" successivo».

Catania – Maria, 66 anni, pensionata:

«Sicuramente come italiani siamo ancora coinvolti in questa argomentazione. Come siciliana mi sento alle volte isolata e discriminata dalle politiche e dalle istituzioni per questo, stamani, ho messo una coccardina tricolore al petto sinistro, il lato del cuore, per guardare con speranza a questo evento, fiduciosa che qualcosa da domani possa cambiare».

Tra i personaggi del Risorgimento, quale reputa più rappresentativo per le sue gesta?

Palermo - Giuseppe, 41 anni, ingegnere:

«Sicuramente Cavour, politico di raffinatissima intelligenza e furbizia di cui ci sarebbe grande bisogno».

Catania – Alessio, 30 anni, centralinista call center:

«Camillo Conte di Cavour. È stato un personaggio politico che mi ha colpito molto e che, ancora oggi, ricordo. Ho concluso gli studi del liceo classico da anni ma ricordo con quanto coraggio riuscì, sebbene in contrasto con Mazzini e Garibaldi, a gestire con successo la formazione del Regno d'Italia».

Le donne "dell'Unità d'Italia" hanno lasciato un'impronta significativa nella storia. Quale ricorda particolarmente?

Palermo - Lena, 55 anni, insegnate di lettere:

«La Contessa di Castiglione. Ha "venduto" la sua bellezza per una causa altissima: l'Unità d'Italia. Al suo fascino dovettero cedere numerosi uomini, tra cui lo stesso Cavour e Napoleone III. Tra le lenzuola di amanti potenti divenne addirittura una spia dello Stato. Insomma, ha saputo usare bene le "armi" che aveva a disposizione».

Catania - Rossella, 40 anni, impiegata:

«Sicuramente Anita Garibaldi perché è stata una donna forte che ha accompagnato nelle gloriose gesta il suo amato uomo: Giuseppe Garibaldi».

Rivolgiamo una domanda anche ai "fratellini" d'Italia

Cosa avete studiato in questi giorni a scuola sull'anniversario dell'Unità d'Italia?

Palermo - Gianni, 12 anni, studente di scuola media:

«Abbiamo studiato la storia di Salemi, Milazzo, Marsala cioè i posti della Sicilia più importanti nel Risorgimento».

Catania – Marco, 16 anni, studente di scuola media superiore:

«Abbiamo preparato dei brani tra cui l'Inno di Mameli; dal punto di vista storico, il nostro professore ha fatto un excursus storico dall'inizio del Risorgimento sino ai giorni nostri».

Qual'è la personalità politica o intellettuale che meglio rappresenta oggi la nostra nazione?

Palermo - Simona, 37 anni, psicologa:

«Mi piace ricordare l'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Le sue battaglie per l'inno e l'unità d'Italia saranno ricordate sicuramente dai posteri».

Catania – Rino, 46 anni, professore:

«Il maestro Uto Ughi; non è un personaggio politico però fa delle dichiarazioni molto importanti e nette secondo me. Credo che conosca la società in maniera molto ampia che va oltre l'Italia».

Quanto è attuale il tema dell'Unità d'Italia?

Palermo - Margherita, 61 anni, pensionata:

«Tutto ciò che riguarda l'identità di un paese è sempre attuale. Certo non è una festa che rende unita una nazione. Siamo un popolo in difficoltà che deve cercare di ritrovarsi».

Catania - Alfredo, 46 anni, libero professionista:

«Credevo fosse un tema superato ma, visto le incalzanti polemiche sul festeggiamento di questo giorno, da parte non solo di una parte delle nostre rappresentanze politiche ma anche di una grossa fetta di popolo italiano, ritengo sia giusto partecipare ai festeggiamenti insieme alle nostre famiglie per far sentire con vigore quanto sia importante questo giorno, ora e per sempre».

Oggimedia ringrazia gli intervenuti e si congeda ricordando con orgoglio e fierezza le parole di Oriana Fallaci: "Un'Italia seria, intelligente, dignitosa, coraggiosa, quindi meritevole di rispetto. E quest'Italia, un'Italia che c'è anche se viene zittita o irrisa o insultata; guai a chi me la tocca, guai a chi me la ruba, guai a chi me la invade".

Foto dei Redattori

Cosima Ticali e Melania Costantino