Facebook, Twitter, MySpace sono tanti i servizi di rete sociale che ci permettono di interagire e connettere con amici, colleghi, familiari, conoscenze casuali. Un modo interattivo, più o meno condiviso, che a volte diventa il canale per esplicitare il proprio malessere e un particolare bisogno di aiuto. E' stato il caso di una donna ragusana di 55 anni che lo scorso sabato ha manifestato sul suo profilo Facebook, le proprie intenzioni suicide. «Mi uccido». Un messaggio agghiacciante che fortunatamente è stato visto in tempo da un amico della donna che ha subito allertato il 113. Gli agenti della polizia di Ragusa, grazie alla collaborazione della Polizia Postale, hanno accertato la veridicità della segnalazione e sono riusciti ad evitare il peggio.
La signora trovata in stato confusionale, per l'ingestione di venti compresse di un forte ansiolitico e di sostanze alcoliche, è stata ricoverata in ospedale. Il figlio, giunto subito dopo, ha confermato che la madre soffriva di problemi psichici per i quali seguiva già una cura psichiatrica.
Questo è solo l'ultimo caso, in ordine di tempo, di persone spesso depresse, sole che utilizzano la bacheca virtuale di un social network per dare voce alle proprie difficoltà.
Oggimedia incontra la Dott.sa Cristina Borellini, Dirigente medico psichiatra per il Dipartimento delle Dipendenze di Milano, per parlare di questo delicato argomento.
Nello specifico, la signora di Ragusa ha tentato il suicidio ingerendo venti compresse di Lorazepam. In quali casi, si prescrive questo ansiolitico?
‹‹Gli ansiolitici, meglio denominati benzodiazepine (bdz), sono una delle categorie di farmaci più prescritti nel mondo. Alla base di questa diffusa prescrizione, c'è il fatto che esse sono in grado di tenere a bada alcuni degli aspetti sintomatici di molte patologie psichiatriche, prevalentemente l'insonnia e l'ansia. In genere, una volta diagnosticato il disturbo psichico, le bdz vengono sostituite o integrate con altri farmaci (antidepressivi o antipsicotici). Per questo la semplice prescrizione di Lorazepam non ci dice nulla sul disturbo psichico di questa paziente, ma può farci "pensare" che la signora presentasse anche ansia o insonnia››.
Non è la prima volta che una persona utilizza mezzi di comunicazione come Facebook per esplicitare i propri intenti suicidi. Comportamenti di questo tipo costituiscono una richiesta di aiuto o di attenzioni da parte di chi sta male?
‹‹L'uso di canali come Facebook assume significati diversi per ogni singolo individuo. Certamente le comunicazioni di questo genere possono sottendere e una richiesta di aiuto e una richiesta di attenzione, richieste, tra l'altro, spesso sovrapponibili››.
Quali sono le difficoltà che incontra una persona che si appresta a intraprendere una terapia psichiatrica?
‹‹In genere, l'intraprendere una terapia psichiatrica implica il riconoscimento di un disagio e la disponibilità a superare il pregiudizio di una "presunta follia" di chi si avvale dell'aiuto di uno specialista della salute mentale. In particolare, superate le resistenze al trattamento è
possibile accettare la propria malattia e collaborare al trattamento››.
Gli amici, i parenti di persone con disturbi psichiatrici come possono prestare loro un aiuto?
‹‹In molte realtà, esistono gruppi di supporto per amici e parenti di pazienti affetti da disturbi psichiatrici. I curanti poi, là dove lo ritengano utile, sono spesso disponibili - previo consenso del paziente - a fornire informazioni sulla malattia in atto e sulle cure suggerite››.
Quali sono in Italia le patologie psichiatriche più diffuse?
‹‹La distribuzione delle patologie psichiatriche in Italia riflette quella delle stesse in tutto il mondo occidentale come depressione, disturbi alimentari, ansia associati ad attacchi di panico ... ››.
Vi sono dei sintomi, dei campanelli d'allarme che permettono di individuarle in tempo?
‹‹Ci sono molti "sintomi" e "campanelli d'allarme", ma, purtroppo non vengono riconosciuti come tali, prevalentemente per mancanza di informazione a riguardo. In genere, sono specifici per ogni singolo disturbo e vanno dall'insonnia, all'inappetenza, all'irritabilità, alla chiusura sociale, alla deflessione timica, alla compulsione allo shopping ...››.
Esistono le strutture adeguate, i mezzi, il personale preparato ... in grado di migliorare le condizioni di vita di chi soffre di queste malattie?
‹‹L'Italia ha una lunga tradizione nella cura della malattia mentale e offre, anche tramite il Servizio Sanitario Nazionale, ottimi centri di cura ( il Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, il Centro Psicosociale, il Centro Riabilitativo di Alta Assistenza ...). Questi centri si occupano sia della fase acuta della malattia sia del trattamento nel lungo periodo, inclusi gli eventuali aspetti riabilitativi dove necessari››.
Spesso, il mondo della psichiatria viene guardato con diffidenza . Campagne di informazioni presso scuole e Asl possono abbattere questi pregiudizi?
‹‹La psichiatria è spesso considerata "la Cenerentola" della Medicina ed è ancora avvolta da una sorta di pregiudizio che riguarda, più che la disciplina in se', la malattia mentale. Certamente ogni intervento volto a migliorare le conoscenze relative a questo ambito di malattia e di cura non può che essere auspicabile e utile››.
Fonte foto:piroplastic.com
Cosima Ticali
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Quando il suicidio si “annuncia” su Facebook













