Giappone, 11 marzo 2011. Alle ore 14.46 (ore 06.46 in Italia), un sisma di 8.9 gradi della scala Richter, uno dei più violenti negli ultimi 150 anni, ha avuto epicentro in mare, a 500 chilometri da Tokyo, provocando un gigantesco tsunami che, attraversando l'Oceano Pacifico alla velocità di 100 chilometri orari, ha devastato la costa nord-orientale del Giappone. Un muro d'acqua che, al momento, ha cagionato oltre 10.000 vittime, migliaia dispersi e ha causato la distruzione di case, palazzi strade, ferrovie e la dispersione di 2 treni e una nave.
Per conoscere meglio l'epocale fenomeno naturale, rivolgiamo un'intervista al Dott. Salvatore Alparone dell'INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, di Catania.
Che tipo di terremoto è avvenuto in Giappone?
«Il terremoto che si è verificato in Giappone è di origine tettonica. La tensione che si sviluppa a causa del movimento di subduzione della placca oceanica che si incunea sotto quella continentale, si sprigiona liberando energia attraverso terremoti molto violenti e distruttivi».
Il terremoto, con epicentro in mare, ha provocato una devastante "onda anomala". Cosa si intende per tsunami?
«La deformazione delle crosta oceanica si trasmette anche nella massa d'acqua che, spinta dal basso, genera un'onda anomala, detta tsunami. Si parla di un'onda alta 10 metri che non è particolarmente alta; è importante sottolineare che, in questi casi, non è tanto l'altezza che conta, quanto la lunghezza dell'onda stessa che si aggira nell'ordine di centinaia di metri».
Che tipo di ripercussioni può generare lo spostamento dell'asse terrestre?
«Il nostro pianeta ruota intorno all'asse terrestre. A causa di questo impetuoso terremoto si è spostato di 10 centimetri ma questi, in confronto alla lunghezza dell'asse terrestre che si aggira intorno ai 6.400 chilometri, è una grandezza impercettibile pertanto, non si possono valutare delle conseguenze evidenti né sulla durata del giorno né a livello climatico».
Nonostante il sisma sia stato di altissima intensità, è stato fondamentalmente lo tsunami a provocare le migliaia di vittime. Che tipo di strutture hanno resistito al terremoto risparmiando così la vita a numerosi giapponesi?
«Sicuramente i passi da gigante nel campo dell'ingegneria antisismica, in cui i giapponesi hanno speso tantissimo, hanno permesso di attutire i danni. I loro grattacieli, attraversati dalle onde meccaniche, hanno oscillato in maniera quasi indifferente senza subire alcun danno».
Un terremoto così violento, se fosse avvenuto nel nostro paese, quali danni avrebbe provocato?
«In Italia, un sisma di questa portata, avrebbe sicuramente provocato danni inestimabili, anche se non sono mai stati registrati terremoti di questa portata. Il nostro problema, purtroppo, risulta sempre la prevenzione».
Il fenomeno degli tsunami si può verificare nel Mar Mediterraneo?
«Si, certo. In occasione del terremoto di Messina, per esempio, si è verificato uno tsunami che ha causato ingenti danni e centinaia di vittime. Anche a Stromboli, nel 2004, una frana sottomarina, generò un movimento della massa d'acqua causando così un'onda anomala che pervase le coste dell'isola».
Nelle prossime ore è possibile prevedere sismi di questa intensità?
«Di solito tende sempre a diminuire. Le scosse successive, ugualmente forti, permettono di liberare ulteriormente altra energia».
I nostri sismografi hanno avvertito le onde sismiche generatesi in Giappone?
«A livello locale, abbiamo registrato l'evento senza risalire all'epicentro. La morfologia dei segnali delle onde registrate sui nostri sismografi ci ha fatto capire che si trattava di un telesisma, ovvero di un evento sismico avvenuto molto lontano».
Nei prossimi trent'anni, si attende in California il "big one" ovvero il catastrofico terremoto nella faglia di Sant'Andrea che potrebbe separare la California dal resto degli Stati Uniti. Il violento terremoto che ha investito il Giappone potrebbe rappresentare il "big one" giapponese?
«Se intendiamo per "big one" il terremoto più violento, sicuramente in Giappone si è verificato uno dei più importanti eventi sismici mai avuti. Anche i giapponesi stessi non si aspettavano un terremoto così importante. Dal punto di vista tettonico, la California e il Giappone presentano caratteristiche differenti pertanto è difficile poter fare un raffronto fra i due territori».
Oggimedia si congeda dal Dottore Salvatore Alparone ringraziandolo, ancora una volta, della sua premurosa disponibilità.
Fonte Foto: Ansa
Melania Costantino
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Tsunami devasta il Giappone













