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Roberto Cecchini: "Vorrei sentirmi fiero di essere italiano"

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Romano, 42 anni, Oggimedia, per scelta e una promessa ovviamente mantenuta, ha scelto di raccontare la sua emblematica storia, perché Roberto Cecchini, pur essendo plurilaureato con Master e diplomi specialistici e tant'altro, non ha una occupazione "seria" che possa garantirgli la possibilità di spiccare il volo verso i tanto desiderati lidi del mondo dell'occupazione.

Ha lavorato per agenzie di comunicazione facendo il copyreader, ha svolto attività come project management, per un lungo periodo è stato assunto all'ARPA Lazio, ha partecipato e superato dei concorsi ma nulla di tutto ciò si è poi tramutato in un lavoro stabile. Oggimedia viene a conoscenza della sua storia perché Roberto ha voluto dedicare la tesi della sua ultima laurea alla memoria di Norman Zarcone, di cui Oggimedia si è occupata più volte negli ultimi mesi dal momento della sua tragica scomparsa in settembre.

Roberto ad oggi quali sono i tuoi titoli di studio?

«Diploma universitario in Tecnica Pubblicitaria nel 96; Laurea quinquennale in Scienze della Comunicazione nel 2000; Master in Relazioni Pubbliche Europee nel 2001; Master in Comunicazione, Pubblicità e Tecniche di P.R. nel 2004; Laurea Triennale in Tecnica Pubblicitaria nel 2007; Laurea Magistrale in Organizzazione, Marketing e Gestione d'Impresa nel 2011. Attualmente sto frequentando attraverso una borsa di studio un Executive Master in Gestione e sviluppo delle risorse umane che si concluderà a maggio».

Hai provato a mandare il tuo curriculum vitae o a farti conoscere?

«Certo, l'ho inviato dovunque perché ormai lavorare per me è una necessità e non un'aspirazione professionale. Mi è capitato di propormi a varie agenzie ma ovunque io mi propongo mi chiedono un portafoglio clienti, non mi assicurano nulla ma sono loro che vogliono i miei clienti».

Quando ti sei iscritto all'Università avevi un sogno in particolare?

«Un sogno preciso no, ho sempre aspirato ad imparare, a crescere e a tenermi aggiornato. Ho appreso tanto e mi sono formato, adesso voglio realizzarmi nella vita».

Nei tuoi progetti futuri possiamo escludere di certo la possibilità che tu prenda la quarta laurea?

«Se la voglia non mi passa e se ne avrò l'occasione continuerò a studiare. Lo studio è importante, è un momento di approfondimento, non serve avere le pergamene da portare a casa ma è l'arricchimento ciò che conta veramente».

Tu sei romano, come sei venuto a conoscenza della storia di Norman Zarcone?

«Era fine settembre, stavo lavorando alla tesi e sentii un servizio al TG5, rimasi profondamente colpito da questa vicenda, andai a documentarmi e mi sono sentito molto vicino a questo ragazzo per quel gesto che tutti continuavano a non capire, la via più semplice è parlare di depressione ma non è di certo quella giusta. Norman è un eroe dei nostri tempi anche se ha fatto un gesto che non va in alcun modo imitato. Quando scrivevo la tesi pensavo a lui, la mia rabbia era aumentata e infatti i capitoli finali della mia tesi sono molto critici».

Hai scelto di dedicare la tua ultima tesi di laurea a due angeli: Norman e Alessandro

«Alessandro è un mio ex compagno di università, frequentava con me Tecnica Pubblicitaria ed è morto dopo aver avuto un incidente sulla neve. In quel periodo mi ero esposto molto contro i professori dell'università e lui il giorno prima di morire mi disse che se quello che stavo facendo avesse fatto il bene di qualcuno ne sarebbe valsa comunque la pena. Sono rimasto con questo messaggio di incoraggiamento che non ho più potuto approfondire e infatti anche le mie due precedenti tesi di laurea le ho dedicate ad Alessandro. Ho aggiunto Norman perché sono sicuro che da lassù entrambi mi proteggono».

Cosa vorresti fare da grande?

«Max Pezzali quest'anno a Sanremo ha cantato il brano "Il mio secondo tempo", io non penso di dover giocare il mio secondo tempo perché devo ancora entrare in campo e giocare il mio primo tempo. Quando sarò grande te lo saprò dire, adesso che sono piccolo vorrei crescere. Non sono ambizioso ma spero di realizzarmi e di poter aiutare qualcun altro a realizzarsi. Scegliere un ambito, un'azienda o una città sarebbe sbagliato, io mi sento cittadino del mondo e a malincuore sempre meno cittadino italiano, vivo nel paese più bello del mondo e in una città meravigliosa e invece di esserne orgoglioso me ne vergogno sempre di più. Se devo esprimere un desiderio vorrei sentirmi fiero di essere italiano».

Oggimedia ringrazia Roberto Cecchini per averci regalato la sua testimonianza e vogliamo terminare l'intervista riportando le parole della toccante dedica agli angeli custodi del suo tempo: Alessandro e Norman.

"Questo lavoro è dedicato ad Alessandro Scavino e a Norman Zarcone, angeli custodi del mio tempo: perché il primo possa insegnare al secondo a spiegare le sue nuove ali e perché il secondo trovi l'energia per spiccare il volo che gli è stato prima negato".

Foto del redattore

Sabrina Ferrante