«Nella settimana in cui ho incontrato il Ministro dell'Interno, Roberto Maroni a Roma, erano in atto solo le rivolte in Tunisia (le sommosse in Libia ancora dovevano insorgere) pertanto abbiamo affrontato solamente la tematica legata al paese tunisino. Io ho dimostrato, con grande spirito di accoglienza nei confronti degli sfortunati immigrati tunisini, la consapevolezza che sull'isola di Lampedusa ne sono sbarcati oltre 6.300. Sono tutti tunisini e vorrebbero andare o in Francia o in Germania ma non è detto che vengano tutti accontentati in base alle norme del pacchetto sicurezza vigente in Italia».
Quali accordi sono stati definiti?
«È stato previsto che entro la giornata del 24 febbraio il centro di prima accoglienza sarebbe stato totalmente svuotato ma, a causa delle cattive condizioni meteorologiche e a causa delle strutture CARA (Centro Accoglienza Richiedenti Asilo) non ancora liberate, sull'isola di Lampedusa sono ancora presenti circa 1.000 immigrati».
Con le sommosse scoppiate in Libia, si prevedono ulteriori sbarchi sull'isola di Lampedusa?
«La nostra isola non può diventare un "campo profughi". Possiamo accogliere un massimo di 4.000 immigrati e non di più. Con le rivolte in Libia si prevede una grossa affluenza di immigrati. Fino a gennaio, il centro di prima accoglienza era chiuso da più di un anno perché il Governo era riuscito a far fronte ai disperati sbarchi, in seguito alle vicende accadute in Tunisia, è stato riaperto.
Ha timore che gli immigrati potrebbero manifestare il loro malcontento, a causa dei lunghi tempi di attesa prima di essere smistati, attraverso una rivolta come, per esempio, quella accaduta due anni fa nel centro di prima accoglienza di Lampedusa in cui si sono contati diversi feriti tra poliziotti ed extracomunitari?
«La situazione è sottocontrollo. Ogni mattina mi reco al centro per valutare di persona le condizioni degli immigrati e la situazione in termine di sicurezza. Attualmente non ci sono danni e viviamo nella consapevolezza di fare tornare il Centro un "albergo a cinque stelle"».
Sono sopraggiunti i delegati della Frontex (Agenzia Europea per la Gestione della Cooperazione Operativa alle Frontiere Esterne) per assistere le nostre autorità nella gestione dell'afflusso?
«Ho incontrato alcuni delegati della Frontex e so che dovrebbero rimanere sino al mese di marzo. Ritengo che in un mese lo stato di emergenza non sia rientrato pertanto credo sia necessario rinnovare il loro contratto».
I suoi cittadini sono sconfortati per la continua presenza di immigrati nell'isola di Lampedusa?
«Abbiamo timore che tra di loro ci siano dei delinquenti. Siamo disponibili ad aiutarli ma non tolleriamo la coabitazione. Vogliamo dedicarci con serenità alle risorse del turismo e della pesca. Infine, vogliamo che le nostre donne continuino ad uscire tranquillamente per andare a fare la spesa, che i nostri figli possano giocare serenamente nelle piazze e che le nostre ragazze possano passeggiare per le strade dell'isola senza essere disturbate».
Oggimedia si congeda dal Sindaco di Lampedusa, Dott. Bernardino De Rubeis, ringraziandolo per la sua cortese disponibilità.
Fonte Foto: Grandangolo
Melania Costantino
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Sbarco immigrati: Oggimedia intervista il Sindaco di Lampedusa, Dott. Bernardino De Rubeis













