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Se non ora, quando?

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Palermo e Catania, 13 febbraio 2011.

Da Milano a Siracusa, passando per Roma e Napoli: un cordone umano di donne, di tutte le età, ha percorso le strade di 230 città italiane per urlare basta all'italica femminilità provocata, giorno dopo giorno, dallo sfruttamento e dalla mercificazione del corpo femminile e per manifestare a favore del valore della dignità della donna.

Se non ora, quando? manifesta non per contrapporre due "categorie" di donne ma per difendere la donna come essere umano.

Se non ora, quando? palesa pubblicamente le proprie idee e le proprie esigenze di madri di famiglia, lavoratrici, cittadine italiane.

Se non ora, quando? si schiera non contro un partito politico ma a favore di una politica che guidi il nostro paese nella correttezza e nei giusti valori di vita e di famiglia.

E' domenica mattina. Davanti ai bar si commentano gli anticipi di calcio, il sole è quello dei preludi estivi; un manto di corpi sono in attesa.

Catania, Villa Bellini, ore 10.00

Palermo, Piazza Croci, ore 10.00

Si parte!

Striscioni in bella vista, magliette colorate, flash di macchine fotografiche.

Oggimedia, tra le maglie di questa lunga catena umana, ascolta le testimonianze di donne, uomini, spettatori casuali o consapevoli che vi hanno assistito e preso parte.

Perché è arrivato il momento di urlare tutti insieme: "Se non ora, quando"?

Catania - Antonietta, 58 anni, insegnante statale:

«Credo che l'Italia abbia davvero toccato il fondo. Abbiamo tante risorse e dobbiamo riuscire con tutte le nostre forze a risollevare il nostro paese, con dignità e tanto coraggio».

Palermo - Daniela, 28 anni, giornalista:

«Perché è sempre il momento buono per far ascoltare la propria voce e se le voci sono quelle di un milione di donne, allora significa che "ADESSO" è la risposta giusta. Manifestate donne, ogni giorno. Anche questa è un'espressione d'amore, per voi stesse».

Un tempo, le manifestazioni prettamente femministe erano molto chiuse, oggi, questo corteo è aperto anche agli uomini, in segno di solidarietà. Quale significato assume questo cambiamento culturale?

Catania - Grazia, 65 anni, pensionata:

«Non chiediamo solidarietà agli uomini perché siamo adulte, perché abbiamo fatto le nostre battaglie, siamo consapevoli, emancipate, decidiamo della nostra vita. Se anche gli uomini sono scesi in piazza è perché hanno sentito il dovere di manifestare; devono difendere la loro dignità perché anche loro vengono rappresentati in un modo indegno».

Palermo - Caterina, 63 anni, pensionata:

«Anche in passato si vedevano degli uomini nelle manifestazioni femministe! Tuttavia, in "Se non ora, quando?" la loro partecipazione è molto più numerosa e, credo, consapevole. Ha suscitato in me una gradevole impressione vedere rivendicare la dignità delle donne in tutti gli ambiti della vita sociale».

Partecipate insieme ai vostri figli: conoscono i motivi di questa manifestazione?

Catania - Daniela, 46 anni, lavoratrice dipendente:

«Abbiamo figli adolescenti ed è importante che il messaggio arrivi forte e chiaro. I nostri figli non conoscono molti particolari delle vicende politico-giudiziarie che stanno caratterizzando le cronache dei nostri giorni, perché è una generazione sicuramente distratta da altro; la scuola riesce ad incidere in maniera relativa su quello che sono gli argomenti, la famiglia cerca di fare il resto ed insieme cerchiamo di raggiungere un adeguato risultato».

Palermo - Giovanna, 42 anni, assistente anziani:

«Abbiamo detto loro che manifestare serve per creare un futuro migliore per noi e soprattutto per loro».

Crede che questa manifestazione possa scuotere l'opinione pubblica?

Catania - Rosanna, 57 anni, impiegata:

«E' un importante momento di riflessione per tutti ed è giusto esserci e partecipare perché è opportuno fare capire che siamo in tanti a non essere d'accordo con le vicende socio-politiche italiane di questi ultimi tempi».

Palermo - Lidia, 56 anni, insegnante:

«No, se tutto si ferma. Spesso, suole avvenire in questo genere di manifestazioni di partecipare, senza obbiettivi e programmi concreti. Sì, invece, se questo è l'inizio di un "progetto" in cui le donne si rendono pienamente conto che la mercificazione del corpo è schiavitù. Critichiamo gli integralisti islamici perché fanno indossare il burqa alle donne per averne il dominio e noi occidentali, invece, cosa facciamo? Loro le coprono, noi le scopriamo, ma con l'identico risultato: dominarle»!

Ci rivolgiamo ai numerosi uomini che sfilano al fianco delle donne

Una manifestazione al femminile. Perché siete scesi in piazza a manifestare insieme alle donne?

Catania - Carlo, 19 anni, studente:

«Partecipo a questa manifestazione perché ritengo che la donna sia stata sempre sfruttata. È importante che la donna sia allo stesso piano dell'uomo perché ho sempre creduto che l'uomo e la donna siano uguali nell'intelligenza e nelle capacità».

Palermo - Vincenzo, 34 anni, ingegnere:

«Sono qui, oggi, per dare il mio sostegno alle donne; questa non è una manifestazione politica come si vuol far credere, non ci sono slogan né bandiere, qui si manifesta per la dignità della donna come essere umano e non come oggetto».

C'è chi il corteo lo vede scorrere ..

Come mai non si unisce al corteo?

Catania - Maria, 34 anni, impiegata:

«E' tutta un'esagerazione ed una perdita di tempo. Faccio la mia passeggiata in Via Etnea con la mia famiglia e continuo a farmi i fatti miei».

Palermo - Michele, 51 anni, contabile:

«Non partecipo perché è palese che si tratti di una manifestazione strumentalizzata da parte di alcuni partiti politici. Le donne non sono denigrate, devono solo avere più fiducia nei loro mezzi».

 

Foto dei redattori: in alto la manifestazione di Palermo, nella foto in basso la manifestazione a Catania

Melania Costantino e Cosima Ticali