I tempi cambiano, la mafia cambia, modifica i suoi interessi, reagisce, muta e poi si adegua alla società circostante che ha iniziato il suo processo civile di non accettazione. Gli uomini di Cosa Nostra non sono più dei vecchi sprovveduti con la "coppola" in capo, i baffi neri e folti, l'accento dialettale e lupara a tracolla.
I mafiosi di oggi sono giovani, spesso laureati, con una notevole preparazione intellettuale ed un forte fiuto per gli affari. Gli affari che fanno business.
Come agire per fermarli? Occorre colpirli nel cuore delle loro attività imprenditoriali, sottrarli dei loro beni accumulati con il disprezzo della vita, dei loro interessi economici. Per farlo, servono leggi, alcune già ci sono altre sono certamente da migliorare.
Oggimedia incontra un uomo di legge, il senatore della Repubblica, già ex ministro in passate legislature, Carlo Vizzini.
Presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, ci racconta le sue ultime proposte legislative, le iniziative dell'associazione "Mafiacontro" , di cui è il principale ispiratore, le recenti intimidazioni subite. Un'intervista a 360 gradi per fare il punto della situazione su una città, Palermo, e su un male, la mafia, che ancora continua ad avvelenarla.
Poche settimane fa, a lei e ad un suo collaboratore, Vito Onesti, sono state rivolte minacce di morte. Fate paura alla mafia?
‹‹Io non so se facciamo paura o meno, è chiaro, però, che tocchiamo dei nervi scoperti.
Il mio problema più che fare paura è non avere paura.
Noi, di certo, andiamo avanti. Già da tempo svolgiamo un'azione costante fatta non solo di dichiarazioni e di parole ma che si caratterizza per una presenza continua sul territorio a cui fa seguito anche un'attività legislativa.
In questi giorni, infatti, stiamo lavorando a Roma a un testo unificato che prevede nuove norme››.
Tra le varie norme spicca quella sull'auto-riciclaggio che prevede un controllo più rigido e capillare sui movimenti di denaro.
Per indebolire Cosa Nostra bisogna colpirla soprattutto dal punto di vista economico?
‹‹Questa è la prima nuova frontiera della nuova mafia. Perché la nuova mafia è una "mafia degli affari" che ha smesso di uccidere fisicamente gli uomini e si "accontenta" di uccidere la loro libertà e quella delle loro imprese rubando il futuro alle nuove generazioni. L'organizzazione criminale va, dunque, stroncata su questo terreno e per farlo occorre una legislazione moderna e una grande cooperazione internazionale. Il denaro, oggi, si muove con la velocità di Internet. Un esperto riesce a movimentare una somma di denaro ottanta volte in ventiquattro ore. Quando i soldi si muovono con questa velocità - senza cooperazione internazionale e senza leggi più moderne - diventa difficile fermare questo processo››.
Dal punto di vista politico cosa si può fare?
«Ci vuole un grande patto tra tutti i soggetti che devono interloquire tra di loro.
La politica non può limitarsi a svolgere solo il proprio compito ma deve avere un ruolo più attivo a fianco dei magistrati e delle forze dell'ordine. La politica deve intervenire con un codice etico e con comportamenti concreti. E' noto, infatti, che soprattutto nelle grandi città vi sono dei comitati di affari che cercano di orientare la spesa pubblica per prenderne possesso. Oggi, esiste un'organizzazione moderna che fa affari, e che si muove in direzione degli affari››.
Tra le leggi discusse in Senato, vi è quella che istituisce il reato di omessa denuncia estorsiva.
Reputa che questa possa spronare gli imprenditori e i commercianti a denunciare gli esattori del pizzo?
‹‹Io credo che denunciare sia eticamente giusto. Il muro che divide la paura dalla connivenza è molto sottile. C'è ancora gente che si nasconde dietro al fatto di avere paura ma è al limite di essere connivente. Sapere che lo Stato sanziona questo, sapere che possono essere prese anche misure amministrative, che prevedono l'esclusione dalla pubblica amministrazione se si è pagato il pizzo e non si è denunciato - con il conseguente rischio di perdere affari - probabilmente aiuterà a ritrovare la coscienza perduta di molti››.
Nel concreto gli imprenditori si sentono più tutelati?
‹‹Nel concreto gli imprenditori sono più tutelati.
I fatti dimostrano che le operazioni degli investigatori, delle forze dell'ordine hanno portato ad arrestare quasi tutti i vecchi capi di Cosa Nostra e adesso continuano ad essere arrestati i loro sostituti, gli esattori. C'è una cadenza di operazioni, di arresti che è la dimostrazione che, pur senza una grande collaborazione di chi subisce le estorsioni, l'apparato è comunque in grado di andare avanti e quindi, a maggior ragione, di tutelare››.
"Mafiosi poveri e in galera!"
Una provocazione o un traguardo sempre più realizzabile?
‹‹Tutti mi dicono di usare un linguaggio troppo duro, provocatorio ma stiamo parlando di gente che all'80% ha ancora le mani grondanti di sangue per avere ucciso delle persone.
Il 41 bis non si applica a chiunque. Ma quando un mafioso come Spatuzza dichiara al magistrato di avere fatto 6-7 stragi, di avere ucciso "circa" 40 persone, cosa bisogna fare?
"Mafiosi poveri e in galera!", dunque. In galera perché chi pensa di essere proprietario delle vite umane è li che deve stare. Poveri perché tutte le ricchezze create con gli affari illeciti e il potere della mafia vanno restituite alla società››.
Quali saranno le prossime iniziative che promuoverà l'associazione "Mafiacontro" da lei presieduta?
‹‹Proseguiremo nella realizzazione e proiezione di filmati che mettiamo a disposizione gratuita delle scuole, per fare conoscere ai ragazzi le stragi accadute nel 1992/93.
Chi è nato in quel periodo, infatti, quest'anno diventa elettore e mi domando: "ma chi gliela racconta la storia martoriata di questa terra?". Continueremo, poi, con una presenza attiva sul territorio per dimostrare che non ci lasciamo intimorire. Per fare questo, il ruolo della stampa risulta fondamentale. Anche per spiegare ai cittadini che la questione del pizzo non coinvolge soltanto estorsori-commercianti e polizia ma riguarda tutti noi››.
Ringraziamo sentitamente per le sue onorevoli e sempre garbate ma ferme parole il Senatore Carlo Vizzini, augurandogli di poter perseguire e realizzare tutti i suoi obiettivi, non solo come amministratore del paese Italia ma finanche come uomo probo che opera per il suo territorio.
Cosima Ticali
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Sen.Carlo Vizzini:"Leggi nuove per sconfiggere la mafia affarista"













