Marilena Sparacio racconta ad Oggimedia la realizzazione di un progetto che la vede protagonista insieme al fratello Salvatore: mettere sul mercato una birra artigianale di altissima qualità e darle il nome del loro paese d'origine, ovvero Corleone, una scelta atipica ma ponderata, di certo sostenuta anche dal desiderio di ribaltare vecchi stereotipi.
Un'idea geniale che diventa realtà, come nasce la Birra Corleone?
«L'idea è nata soprattutto da mio fratello Salvatore nel mese di aprile, conoscendo i prodotti artigianali che già produceva mio cugino a Torino, ha avuto l'idea di far produrre un prodotto di altissima qualità a cui dare il nome di "Birra Corleone" per commercializzarla in Sicilia. Abbiamo fatto questo perché la birra artigianale nel nostro territorio è quasi sconosciuta, abbiamo costatato in questi mesi che qui si predilige il prodotto industriale perché ha dei costi minori, tranne pochissimi intenditori, la maggior parte sconosce questo prodotto. La commercializzazione è iniziata nel mese di agosto prima nei locali di Corleone, poi ci siamo allargati nel resto delle province di Palermo e Catania e contemporaneamente il prodotto è stato conosciuto in Piemonte dove oggi viene prodotto».
La Corleone è una birra viva e cruda, non filtrata né pastorizzata: quali sono le altre caratteristiche della bevanda?
«Queste sono proprio le caratteristiche di una birra artigianale che la rendono un prodotto molto più genuino rispetto al prodotto industriale, il gusto è decisamente diverso dalle altre perché il fatto di non essere filtrata né pastorizzata non toglie quegli elementi nutritivi che danno il gusto alla birra. E' importante il fatto che a differenza delle altre birre c'è poca anidride carbonica.
Siamo nel paese che ha dato i natali ai boss Riina e Provenzano, è ovvio che Corleone non è solo mafia così come Napoli non è solo immondizia o camorra: la scelta di dedicare una birra a Corleone può essere "anche" un modo per ribaltare il vecchio stereotipo? Questo è uno dei nostri obiettivi, far conoscere il nome di Corleone non solamente per quelli che sono gli aspetti negativi ma far emergere che ci sono anche delle realtà fortemente positive».
Da quando la Birra è in commercio avete ottenuto più riscontri positivi o più critiche?
«Abbastanza riscontri positive. Critiche nessuna se non quella di essere stati accusati di voler sfruttare il nome».
Momentaneamente la bevanda è prodotta nel piccolo birrificio "Gilac"che si trova in Val di Torre a pochi passi da Torino, nei progetti futuri c'è la possibilità di produrla in Sicilia?
«Assolutamente si. Non sarà di certo una cosa imminente perché prima vogliamo vedere un po' come va il prodotto però è fra i nostri obiettivi».
Perché un locale dovrebbe richiedere la birra Corleone?
«Soprattutto perché è buona e perché è un prodotto diverso da quelli che si trovano in commercio. Chi l'ha provata ce ne ha dato dimostrazione, a parte la difficoltà che ci può essere dovuta al prezzo più alto che scoraggia il venditore medio, una volta provata la birra si capisce che la qualità è totalmente diversa dalla altre. Possiamo fare il paragone tra una spremuta d'arancia e una in bottiglia, se si capisce questa differenza si capisce l'altissima qualità del prodotto».
La diffusione della Birra per il momento abbraccia Sicilia e Piemonte, pensate di riuscire a coprire il resto del territorio e perché no provare ad esportarla fuori dall'Italia?
«Ci stiamo attrezzando perché bisogna trovare i locali che la commercializzano e pubblicizzare il prodotto. Esportarla potrebbe anche essere nei nostri progetti però è una cosa che richiede un po' più di tempo.
Chiunque voglia acquistare il vostro prodotto a chi deve rivolgersi? Attualmente si può acquistare il prodotto tramite il nostro sito internet www.birracorleone.com oppure tramite www.corleoneshop.com un sito di due ragazzi corleonesi che mettono in vendita i prodotti locali».
Fonte foto: birracorleone.com
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Una "Corleone" tutta da bere













